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Alemanno: piano energetico per le produzioni agricole

13 settembre 2005 – Signori si cambia. Fermo restando le produzioni agroalimentari, entro la fine dell’anno i ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura lanceranno un grande piano per realizzare produzioni agricole con finalità energetiche. Il piano sarà supportato da misure finanziare adeguate. Lo ha annunciato il ministro per le Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno al termine di un ampio confronto con i suoi colleghi europei, ieri a Londra.

 

biodieselLa "svolta energetica" dell’agricoltura italiana è una scelta epocale. E tiene conto dei mutamenti climatici in atto sul pianeta. Gli scienziati presenti ai lavori hanno presentato alcuni modelli di sviluppo delle condizioni climatiche per i prossimi decenni e fino alla fine del secolo. Ebbene, in mancanza di interventi adeguati sulle emissioni di gas-serra, le conseguenze potrebbero essere molto gravi.

 

Nello scenario peggiore, a pagarne lo scotto sarebbero soprattuto i paesi del Sud Europa. Stando agli studi, per ogni grado di riscaldamento ulteriore del pianeta le produzioni agricole si sposterebbero verso il Nord di 300 km. Entro poco tempo, la Danimarca si troverebbe a produrre mais. La Gran Bretagna girasole e l’Italia prodotti tropicali. Con la conseguenza che insieme alle coltivazioni si sposterebbero verso Nord anche i fondi Ue.

 

Inoltre si assisterebbe a un aumento delle piogge nel Nord Europa. Le estati sarebbero più secche e gli inverni più umidi. Crescerebbero i rischi di inondazioni nelle zone montane e del 20 per cento in quelle alpine. Insomma, uno scenario da evitare ad ogni costo. Con conseguenze molto pesanti anche sull’agricoltura italiana.

 

Servono nuove politiche di sviluppo, ecocompatibili. "Noi le faremo" ha detto Alemanno. "Già da tempo abbiamo attivato una commissione per incrementare l’utilizzo di biocarburanti in Italia, utilizzando materia agricola italiana. Attualmente il biodiesel (nella foto, un campo per la produzione del combustibile ecologico in Germania) e il bioetanolo che vengono prodotti dal nostro Paese, e che beneficiano di una defiscalizzazioni per circa 140 milioni di euro, si basano in larga parte su materie prime agricole importate dall’estero".

 

Sulla questione più vasta dell’influsso dell’effetto serra sui cambiamenti climatici, il ministro ha tenuto a sottolineare che in Europa c’è una profonda divergenza sulle strategie politiche da adottare. "C’è chi ritiene che l’UE possa agire da sola e chi invece sostiene che non basti un’azione unilaterale".  

 

Alemanno è dell’opinione che "per risolvere il problema dei gas-serra occorra agire globalmente e prioritariamente sui Paesi emergenti, con adeguati interventi".  Il ministro infatti "non vede come si possano tenere separate le questioni commerciali governate dal Wto (World Trade Organization)rispetto alla capacità dei paesi emergenti di darsi precisi regolamenti ambientali". "Del resto – ha aggiunto Alemanno – non codivido la politica libertista di ridurre i sostegni sul fronte ambientale". L’auspicio è che "gli intendimenti presi dal G8 sulla questione ambientale siano effettivi".  

 

E proprio su questo versante si sta muovendo il progetto italiano Karakorum Trust, promosso dal Comitato Ev-K2-Cnr.    

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