Itinerari

Verso i rifugi della Val Ferret, straordinarie terrazze panoramiche sul Bianco

Due escursioni con le ciaspole sopra Courmayeur, alla volta dei rifugi Bertone e Bonatti. Dove la vetta del Tetto d’Europa appare più bella che mai

Il Monte Bianco è il monarca delle montagne”, così Lord Byron descrive il Monte Bianco. Il gigante, il tetto d’Europa o semplicemente il Bianco, sono solo alcuni dei nomi coi quali viene chiamato questo meraviglioso gruppo montagnoso con i suoi scintillanti ghiacciai e le sue imponenti torri di granito.

In inverno il Bianco sembra quasi assumere un aspetto ancor più maestoso, che merita essere osservato da vicino. Ma mentre l’accesso alla Val Veny è reso pericoloso dalle valanghe, la Val Ferret consente di praticare lo sci di fondo con un panorama di rara bellezza e permette di muoversi con le racchette da neve verso il rifugio Bonatti e in alcune zone limitrofe.

L’accesso invernale per il rifugio Bertone, invece, si snoda lungo la Val Sapin, che diparte da Courmayeur. Sia il Bertone, sia il Bonatti sono aperti anche in alcuni periodi dell’inverno, offrendo ristoro e pernottamento. In ogni caso, così come per tutte le escursioni invernali, è opportuno consultare il bollettino nivometereologico, per informarsi sullo stato e sulla stabilità del manto nevoso.

Itinerario 1: Rifugio Bertone

Partenza: Villair Superiore (1327 m)
Arrivo: Rifugio Bertone (2000 m)
Durata: 2.30 ore
Difficoltà: medio
Dislivello: + 673 m
Periodo consigliato: da dicembre a marzo

L’escursione al Rifugio Bertone offre una vista straordinaria sul gruppo del Monte Bianco, soprattutto sulla sua vetta principale e sull’incombente ghiacciaio della Brenva.

Il percorso invernale più semplice per il Bertone (2000 m), edificato dalla famosa guida Renzino Cosson, inizia dalla frazione Villair Superiore (1327 m). Si segue la sterrata interpoderale della solitaria Val Sapin, fino ad una deviazione sulla sinistra (cartelli). Si guadagna quota, con numerosi tornanti nel bosco fino a raggiungere una zona di pascoli prativi dove si apre il sontuoso panorama sul gruppo del Monte Bianco.

In breve si giunge al gruppo di case e baite del rifugio. Conviene comunque salire ancora per pochi minuti, in modo da raggiungere il “terrazzo panoramico naturale” dove la vista spazia anche sul resto del gruppo del Monte Bianco, con una tabella circolare, in genere visibile anche con la neve, che consente di identificare le cime. Il classico accesso estivo da Planpincieux, invece, è fortemente sconsigliato, in inverno.

E’ pericoloso (in genere vengono tolti anche i cartelli gialli di accesso), soprattutto nell’ultimo tratto, dove un traverso esposto, “tagliato” e molto ripido diviene oltremodo insidioso, soprattutto se la neve è scarsa o ghiacciata.

Itinerario 2: Rifugio Bonatti

Partenza: Planpincieux (1593 m)
Arrivo: Rifugio Bonatti (2025 m)
Durata: 2 ore
Difficoltà: facile
Dislivello: + 432 m
Periodo consigliato: da dicembre a marzo

Splendido, e facile, itinerario al cospetto del versante italiano del Monte Bianco, con panorami dalla vetta regina d’Europa sino alle Grandes Jorasses e al Mont Dolent. Il Rifugio Bonatti si raggiunge dalla Val Ferret, precisamente da Planpincieux dove si arriva in auto o utilizzando il servizio navetta.

Si cammina sul fondovalle fino a Lavachey sulla traccia battuta per i pedoni accanto alla pista da fondo. Poco dopo le ultime case della frazione si imbocca il sentiero per il rifugio (cartelli gialli, sulla destra). Dopo pochi metri in piano, il sentiero si inerpica nel bosco e, tramite alcuni ripidi tornanti, guadagna rapidamente quota fino a giungere al limite della vegetazione. Superati gli ultimi alberi si sale ancora per alcuni metri fino allo spiazzo dove è situato il rifugio Bonatti (2025 m).

Dal rifugio può essere interessante continuare verso monte ancora per una quindicina di minuti, senza meta obbligata, oppure sino all’Alpe di Malatrà (2213 m), in modo da poter ammirare le Grandes Jorasses da una prospettiva diversa e ancora più grandiosa, con una forma piramidale che riconduce alla mente le opere faraoniche dell’Egitto. Attenzione, non conviene spingersi oltre in quanto tutto il vallone di Malatrà è soggetto a slavine e valanghe.

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