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Dolomiti: passi a pagamento dal 2007

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BOLZANO — Venti euro per le Tre cime di Lavaredo. Tredici per il passo del Rombo. Dall’anno prossimo, entreranno nel vortice dei ticket anche i passi del Sella, Gardena, Pordoi, Stelvio e Giovo. Secondo le autorità locali, è l’unico modo per tenere sotto controllo il turismo di massa, croce e delizia di ogni luogo remoto.

Da quasi vent’anni i turisti diretti al rifugio Auronzo (2.333 metri di quota), all’ombra delle Tre cime di Lavaredo, pagano un pedaggio per raggiungere il piazzale. E’ un ticket – di 20 euro per le auto, dieci per le moto, 90 per i pullman.
 
Ora, nel club dei passi a pagamento è entrato anche il Passo del Rombo (2.492 metri di quota) che congiunge la provincia di Bolzano con l’Austria. Qui il passaggio costa 13 euro: 10 finiscono al di là della frontiera e 3 nelle tasche della provincia altoatesina. Che dall’anno prossimo ha in mete di fare lo stesso anche sui passi del Sella, Gardena, Pordoi, Campolongo, Giovo e Stelvio.
 
Non senza proteste, ovviamente. Sia da parte dei turisti, che dopo tutto questo tempo non hanno ancora digerito nemmeno il ticket del rifugio Auronzo (sembra che molte auto facciano ancora dietro-front al casello).  Sia ovviamente, degli ambientalisti, preoccupati di trasformare in autogrill alcune delle più incantevoli terrazze panoramiche sulle Alpi.
Qualche perplessità sembra ce l’abbiano persino alcuni comuni e province coinvolti, attirati dai guadagni ma preoccupati di un calo delle visite. Il Passo dello Stelvio, per esempio, avrebbe dovuto entrare quest’anno nel "club" ma ha preferito rimandare al 2007 per timore di perdere turismo in favore di passi gratuiti.
 
E sì che quello di Auronzo di Cadore, in realtà, è un ticket richiesto per il “parcheggio custodito”, non solo per il passaggio.  Un parcheggio che tiene ben 750 macchine, ma che dal casello dista ancora 6 impervi chilometri. Da percorrere su una strada così in salita che potevano averla costruita solo gli alpini durante la prima guerra mondiale. Più volte l’amministrazione comunale è stata accusata di chiamare "parcheggio" quello che in realtà sarebbe un "pedaggio". Ma è stata sempre assolta.
 
Proviamo a metterci dall’altra parte. Il sindaco di Auronzo di Cadore, Walter Antoniol, ha detto a Repubblica che questi introiti sono necessari perché permettono ad Auronzo di crescere, dare lavoro, mettere asili, licei e depuratori. "Le Alpi – dice Antoniol – sono ormai diventate il parco giochi dei cittadini, e questo flusso turistico, benchè dirompente e da incanalare, non può essere fermato perchè consente ai paesi di montagna di restare vivi".
 
L’assessore della provincia di Bolzano Florian Mussner aggiunge che “questa tassa è anche un modo per fare rispettare la natura. Chi va in bici o a piedi non paga nulla. Con il pedaggio, poi, i bus pubblici saranno più utilizzati. Chi non vuole lasciare la propria auto, almeno paghi. "
 
 
Sara Sottocornola
 
 

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