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Orobie, il ritorno dell’aquila reale

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BERGAMO — Dopo essere scomparsa nel periodo tra la metà dell’Ottocento e la metà del Novecento, l’aquila reale è tornata a dominare, con la sua eleganza, le Orobie. E il numero degli esemplari, sostengono gli esperti, è destinato ad aumentare.

Secondo i dati resi noti dal WWF, sono 500 le coppie di aquile reali presenti oggi in Italia, di cui 350 sulle Alpi, 120 nell’Appennino e 30 tra la Sicilia e la Sardegna.
 
Dopo l’accoppiamento, che consiste in una danza nuziale, la femmina depone due uova e le cova ad una distanza di una settimana l’una dall’altra. Da lì usciranno due aquilotti. Sulle alpi orobiche sono presenti, ad oggi, 30 esemplari. Quindi, quando a fine estate le uova si schiuderanno, avremo un gran numero in più di questi maestosi volatili da ammirare.
 
Il ritorno della "grande regina" dei cieli è dovuto all’abbondanza di marmotte, camosci e caprioli che hanno attirato il rapace tra le cime bergamasche.
 
C’è però un grande rischio: gli elettrodotti. L’aquila reale, infatti, con un’apertura alare che può arrivare a tre metri, può toccare con entrambe le estremità i due poli e morire per elettrocuzione.
 
Intanto godiamoci, per quel che è possibile, la bellezza e l’eleganza di questo animale, nella speranza di non vederlo sparire ancora una volta.
 
Greta Consoli        

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