Rifugi

Rifugio Nuvolau

Il rifugio Nuvolau (2575 m) è una bella costruzione in legno appollaiata sulla modesta spianata rocciosa della vetta all’omonimo monte, in posizione estremamente panoramica su gran parte delle Dolomiti, con la vista che si spinge fino ai ghiacciai dell’Ortles-Cevedale e delle Alpi Austriache.

Accesso e vie

L’accesso più comodo avviene dai rifugi Scoiattoli o Averau con il sentiero n° 439 lungo la dorsale del Nuvolau (30 min/1 h, E). Si raggiunge anche dal Passo Giau con il sentiero n° 443, deviando a sinistra lungo il n° 438 per seguire la ferrata Ra Gusela che porta più direttamente in vetta (2 h, EEA).

Le traversate si riducono alle vie di accesso, ma ci si può anche spingere fino al rifugio Palmieri alla Croda da Lago. In inverno è una frequentata e panoramica meta scialpinistica.

Storia e curiosità

Il rifugio Nuvolau fu il primo della Conca d’Ampezzo e delle Dolomiti Orientali e fu costruito grazie al finanziamento del barone Richard von Meerheimb di Dresda, guarito nella valle ampezzana da una grave malattia. Inaugurato nel 1883 con il nome di Sachsendankhütte, durante la Grande Guerra fu un osservatorio italiano. Gli austriaci non disponevano di artiglieria capace di distruggerlo, quindi incaricarono un ufficiale dell’Alpenkorps germanico, parente del barone sassone finanziatore della costruzione, di raderlo al suolo. Pur conoscendone il valore, l’ufficiale ordinò all’artiglieria di colpire il rifugio, provocandone l’incendio e la sua distruzione. Fu riaperto dal Cai di Cortina nel 1930.

Informazioni

Proprietà: Cai Cortina d’Ampezzo
Informazioni: Tel. 0436867938
Periodo di apertura: Da metà giugno a metà settembre
Numero posti: 24 (2 locale invernale)

NOTA: Il Rifugio Nuvolau è attualmente (7 luglio 2021) chiuso per dei lavori di manutenzione. Informarsi circa la riapertura (la data non è ancora stata comunicata) prima di intraprendere una gita.

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Un commento

  1. Il Loggione Averau camerata sottotetto, nell’1983, aveva le travi cosperse di chiodi…a notte fonda si scateno’ un temporalone ed alcuni abitue’ gia’ addestrati,sacramentando in tedesco, appesero ai chiodi dei secchielli..praticamente barattoli grandi di latta di pummarola bucati con chiodo e martello e nei 2 fori un manico di fil di ferro ormai arrugginito.Poi ogni tanto andavano svuotati da un a fessurra che finiva fuori ..ma qualche sacco a pelo si beccava un rivolo da sconnessione del tetto non catalogata. o non ancora attrezzata. Forse in qualche angolo c’erano martello, chiodi e barattoli..per aggiornare alla bisogna. chi dormiva in sonno profondo e si trovava poi inzuppato , imprecava in italiano o dialetto dei dintorni. Attualmente sarà in manutenzione qualche locale o ancora il, rinnovato e di nuovo rovinato ,tetto?

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