Alpinismo

K2, i tarvisiani ci provano da Sud

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ISLAMABAD, Pakistan — Il secondo tempo della stagione alpinistica di Nives Meroi e Romano Benet è cominciato. I due celebri alpinisti tarvisiani, emblema dello stile alpino, sferreranno il loro ennesimo attacco al K2 (8611 metri), la montagna delle montagne. Sperando di prenderla, stavolta, dal “versante” giusto, quello a Sud.

“Sono così tante volte che torniamo al K2 che probabilmente sarà stufo di averci fra i piedi – ha dichiarato Nives Meroi sul suo sito web poco prima della partenza -. Speriamo che, impietosito, ci permetta finalmente di salirlo fino in vetta.”
 
Sì, perché è la terza volta che la tigre dell’Himalaya tenta di salire sua maestà il K2, e la quarta di suo marito Romano Benet. Le stanno facendo il filo da più di dieci anni, ma la montagna, a loro, non si è ancora concessa.
 
Nel 1994  provarono ad aprire una nuova variante sulla via dei Giapponesi (sul versante Nord), cercando di “raddrizzare” la traccia nell’ultimo tratto. Ma dovettero rinunciare, dopo essersi ritrovati ad una quota di oltre 8500 metri, ma su una torre staccata dalla parete principale. Nives, al suo primo approccio con un ottomila, ricorda ancora questa esperienza come una bella lezione di umiltà e rispetto, che l’ha guidata con successo nelle sue salite successive.
 
Nell’anno del cinquantenario della prima salita italiana, la Meroi e Benet tornarono al versante Nord con la spedizione K2 2004. Ma fu un anno troppo carico di neve, che impedì a chiunque di raggiungere la vetta e mise a dura prova, anche dal punto di vista psicologico, il gruppetto di alpinisti accampati ai piedi della parete.
 
Cinque giorni fa è iniziata una nuova avventura. Cambiano il versante di salita (stavolta tenteranno da Sud) e i compagni di spedizione. Ma la voglia e lo stile (alpino, senza ossigeno e senza portatori d’alta quota) sono sempre gli stessi.
 
Con loro sono partiti i compagni della spedizione al Dhaulagiri 2005, Mario Cedolin (Guardia Forestale e Guida Alpina) e Roberto Alloi (geologo e Accademico del CAI). Non sarà della partita, invece, l’ormai inseparabile Luca Vuerich, impegnato a completare il Corso Nazionale Guide Alpine: Né li accompagnerà Leila Meroi, impegnata a portare avanti le sue ricerche sull’edema cerebrale d’alta quota.
 
La Meroi e Benet sono reduci dal successo del 17 maggio scorso sul Dhaulagiri (8167 m). Sono stati gli unici, in questa stagione, a raggiungere la vetta oltre ai due kazaki Maxut Zhumayev e Vassiliy Pivtsov, che nel mese di maggio hanno scalato anche l’Annapurna (8.091 m).
 
Anche i due tarvisiani si sono trasferiti all’Annapurna dopo il Dhaulagiri, ma la loro è stata solo una veloce capatina. A stagione ormai inoltrata, una valanga li ha sfiorati durante la salita e li ha convinti a rientrare. Ora si dirigono verso il K2, per scoprire cosa ha in serbo per loro questa volta la montagna delle montagne.
 
Nives Meroi, 45 anni e un’aria sbarazzina, è al suo nono ottomila (calcolando tra gli otto già intascati anche la cima middle dello Shisha Pangma). Romano Benet, un anno in più, è guida alpina e ha raggiunto le stesse cime di Nives. Nel suo curriculum, un tentativo in più al K2 rispetto alla moglie (1991).
 
Sara Sottocornola

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