Cronaca

Dolomiti. Soccorsi in notturna due escursionisti stremati in ferrata

Il Soccorso Alpino di Agordo è stato impegnato a partire dalla tarda serata di giovedì 13 agosto in un delicato intervento sulla Moiazza, nelle Dolomiti Agordine. Nel pomeriggio due escursionisti stranieri hanno contattato il 118 sfiniti dalla stanchezza sulla Ferrata Costantini, a circa 2550 metri di quota. Scarsa visibilità e temporali hanno reso complicato il recupero, terminato a tarda notte.

Un intervento “come ai vecchi tempi”

“Un intervento difficile e assai tosto, come ai vecchi tempi”, così viene definita dal CNSAS l’operazione che ha visti impegnati i soccorritori fino a notte fonda. Fondamentali l’affiatamento e la preparazione tecnica della squadra, che ha riportato a valle i due ragazzi sfiniti dalla stanchezza lungo 750 metri di dislivello, tra calate in parete e ripidi sentieri resi ancora più scivolosi dalla pioggia.

Di certo non lo dimenticheranno i due ragazzi inglesi, di 30 e 27 anni, che ieri avevano lanciato l’allarme attorno alle 17. I due, uno dei quali alla prima esperienza escluse camminate sui sentieri, erano partiti passate le 3 del mattino dal Rifugio Tomè, sul Passo Duran. Un’oretta abbondante dopo avevano attaccato la Ferrata Costantini. Erano saliti sulla Pala del Belia e di seguito alla Cresta delle Masenade e da lì, probabilmente già stanchi, avevano deciso di rientrare dell’itinerario appena fatto.

Durante la discesa però, sopra la Cattedrale, hanno sbagliato traccia e preso la vecchia via normale che, in mancanza di idonee conoscenze del percorso, conduce sopra salti di roccia. Compreso che da quel punto non sarebbero passati, i due sono tornati alla Cattedrale e, ormai stremati, uno di loro anche con escoriazioni dovute a una scivolata, si sono fermati e hanno chiesto aiuto.

Dalla Centrale operativa del 118 non è stato possibile ricevere notizie certe sulla loro posizione. Il cellulare non prendeva e, tramite messaggi, è stato possibile risalire a due coordinate differenti: la prima sulla cattedrale (dove effettivamente si trovavano i due), la seconda verso il Bivacco Grisetti.

L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, subito decollato, ha sorvolato la Moiazza, ma le nubi non hanno permesso l’individuazione degli escursionisti. L’eliambulanza è quindi volata a imbarcare due soccorritori in piazzola ad Agordo e un terzo dal Rifugio Carestiato, per poi trasportarli in quota e sbarcarli, entrando dal Van della Moiazza, sulla Forcella delle Masenade.

In una seconda rotazione l’elicottero ha portato in quota altri due tecnici. Dato che non vi era certezza di dove fossero, i soccorritori si sono divisi: due verso la cima della Ferrata per non escludere quel tratto, tre giù verso la Cattedrale. Non appena i tre si sono abbassati e hanno iniziato a chiamare, dalle urla ricevute in risposta li hanno trovati, poco sotto, a 2590 metri di quota. Riunitisi al resto della squadra, sono quindi iniziate le operazioni per attrezzare le calate, una quindicina lungo la parete verticale, fino alla sommità della Pala del Belia, a 2300 metri circa di altitudine.

Calato il buio e con i due escursionisti sfiniti, in contatto costante con l’elicottero di Trento emergenza abilitato per il volo notturno, si è tentato un recupero con l’eliambulanza, purtroppo vanificato dalla nebbia persistente. Alle 23 il gruppo è stato investito da un temporale e, abbandonato il materiale di metallo per il rischio di fulmini, i sette si sono spostati di 50 metri e riparati sotto la roccia. Smessa la pioggia, hanno quindi ripreso a scendere per la via normale che passa nel canalone tra la Pala del Belia e la Pala del Bo, sul cui tratto terminale si era formata una cascata di acqua. I tecnici hanno dovuto predisporre altri tre ancoraggi su roccia per superare alcuni salti, sono risaliti sulla Pala del Bo – raggiunti da altri due soccorritori in supporto alle operazioni – per poi prendere il sentiero e arrivare alle 2 al Rifugio Carestiato, a quota 1834 metri, dove un’altra squadra di quattro persone era pronta a partire. I due escursionisti sono poi scesi con i soccorritori in rientro fino al Passo Duran.

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3 Commenti

  1. Di sicuro i due Ragazzi non erano pro Brexit oppure cambieranno idea.Come prima esperienza forse hanno osato troppo, ma e’ tipico della giovinezza.
    ” Un intervento difficile e assai tosto come ai vecchi tempi”.. ha un che di poetico nella sua semplicita’ e modestia.

  2. Giovinezza a 30 anni?
    Userei altri termini x questi 2 personaggi….è come se io andassi a fare la tissi alla Trieste come prima esperienza di arrampicate….
    Far pagare caro il soccorso così magari maturano…

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