Cronaca

“Noi alpinisti lo sappiamo bene: la salita è dura, ma la discesa non consente errori”, rimanete a casa

Le giornate si allungano, la primavera si fa più intensa e i numeri del contagio sembrano aprire uno spiraglio di speranza verso il futuro. L’errore ora però è quello di pensare che si possa allentare la presa: l’emergenza non è ancora finita e dobbiamo rimanere ancora a casa.

Noi alpinisti lo sappiamo bene: la salita è dura, ma la discesa non consente errori. Non abbassiamo la guardia proprio ora” è il messaggio del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Il video #saveresources

Un appello diffuso anche nei giorni scorsi sempre dal CNSAS grazie a un video realizzato dal Soccorso Alpino Tirolo in collaborazione con il CNSAS Alto Adige, Trentino, Veneto e del AVS – Bergrettungsdienst im Alpenverein. Nel filmato si ribadisce l’importanza di astenersi dall’andare in montagna per evitare di incorrere in infortuni, anche banali, che distolgono medici e infermieri dal proprio fondamentale lavoro negli ospedali.

Un incidente avviene in modo piuttosto rapido. Tu credi che coinvolga solo te, ma ora la tua incoscienza colpisce anche altri. Le priorità sono cambiate. Quindi, renditi conto che se non sei in pericolo di vita non sei una priorità” si ascolta nel video. Parole forti, ma necessarie come dimostra la cronaca del weekend appena trascorso dove sono stati segnalati in Dolomiti sciatori sulle piste e in fuoripista (beccati grazie alle immagini delle webcam degli impianti) o escursionisti che hanno richiesto l’intervento dell’elicottero perché bloccati in quota.

Droni in Val Seriana per controllare chi va in montagna

Anche nei due paesi in Val Seriana, ai piedi delle Orobie, di Nembro e Alzano, tristemente noti per essere il focolaio del coronavirus d’Italia, la polizia ha sollevato il problema dei frequentatori della montagna. Così, per rendere più efficienti i controlli, si è deciso di utilizzare i droni. “Dalla prossima settimana inizieremo anche i controlli per chi si allontana dal domicilio per andare nei sentieri di montagna, sarà impiegato il servizio con il drone che ci permetterà di coprire un’area molto ampia in minor tempo. Il consiglio è sempre lo stesso state a casa se non vi è bisogno reale. Le sanzioni di 400 euro saranno applicate in maniera rigorosa” ha spiegato il comandante della polizia Unione sul Serio Marco Pera a L’Eco di Bergamo.

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Un commento

  1. Per cogliere in castagna un escursionista isolato, si distolgono energie umane e materiali da soccorso e controllo di comportamenti furbastri che avvengono sotto gli occchi di tutti in paesi e citta’.
    Esempio chi con la necessita’ primaria di spillare acqua filtrata e gassata alle casette dell’acqua pubbliche, spesso collocate in parchi o zone con parcheggio, compie un andirivieni ad un litro per volta…uguale una mezza maratona.
    Il motivo principale per sanzionare gli escursionisti, e’ che a volte richiedono mezzi ed uomini perche’ subiscono incidenti..e ci sarebb parecchio da fare per gli ammalati.

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