Film

NatGeo annuncia l’uscita di un docufilm su Alex Lowe

A poco più di un anno dall’uscita del pluripremiato “Free Solo”, NatGeo annuncia di aver quasi completato la realizzazione di un secondo documentario dedicato a un personaggio del mondo dell’arrampicata: l’alpinista statunitense Alex Lowe.

Torn”, questo il titolo del film in uscita prevista per la fine del 2020, è stato prodotto in partnership con Lightbox, studio di produzione fondato dai cugini Simon e Jonathan Chinn insieme a Chris Murphy. Il regista non poteva che essere Max Lowe, figlio di Alex.

“Torn”. La trama

Nel 2016, a 16 anni di distanza dalla valanga che, durante una spedizione sul versante sud dello Shishapangma (8.027 m), nell’ottobre 1999 uccise Alex Lowe e il cameraman cordata David Briges, Ueli Steck e David Goettler ne ritrovano i corpi. Un episodio che porta Max a intraprendere un viaggio personale. Non tanto geografico quanto introspettivo. Decide di raccontare al mondo la storia non solo di suo padre, ma della sua famiglia. Una vicenda particolare, che ha visto Conrad Anker, migliore amico e compagno di cordata di Alex, sopravvissuto miracolosamente alla medesima valanga, diventare in seguito marito della vedova di Lowe, Jennifer. E crescere così insieme a lei i tre figli avuti dal precedente matrimonio: Max, Sam e Isaac. Una storia non certo facile da esternare senza rischio di giudizio.

Un Alex Lowe più uomo che mito

“Il film va al di là della mia passione da regista e affronta l’intenso percorso compiuto dalla mia famiglia per fornire di mio padre l’immagine di un uomo, non di un mito”, ha dichiarato Max all’Hollywood reporter, ringraziando National Geographic per il supporto fornito.

Un connubio perfetto quello nato tra il giovane Lowe e NatGeo, come affermato da Carolyn Bernstein, vice presidente esecutivo: “Proprio come per National Geographic, esplorazione e storytelling sono parte del DNA di Max. Siamo fiduciosi che la complessa storia della sua famiglia emozionerà il mondo”.

“Siamo davvero onorati che la famiglia Lowe-Anker ci abbia consentito di portare la loro storia sullo schermo”, hanno dichiarato con soddisfazione i cugini Chinns, convinti come la Bernstein che il racconto inedito di questa storia di famiglia toccherà le corde del pubblico.

“Nel film Max condivide la sua storia di amore e perdita mostrando al contempo vulnerabilità e coraggio – ha aggiunto Murphy – . Esplorando il passato del padre e riconciliandosi con la storia della sua famiglia, ha raggiunto di certo la vetta più alta della sua vita”.

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