• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Ambiente, Green

Per una montagna più pulita, fai come François Cazzanelli

Alpinisti, appassionati di montagna e guide alpine pubblicano spesso sulle loro pagine social stories, feature di Instagram che permette di creare slideshow di immagini e video temporanei, in cui riassumono salite e sensazioni della giornata. Tra i prolifici frequentatori dei social la guida del Cervino François Cazzanelli che spesso, una volta rientrato a casa, oltre a raccontare momenti condivisi con i suoi clienti pubblica foto della spazzatura che ha portato giù dalle montagne cercando di lanciare un messaggio sostenibile. “Gli ecologisti bisogna farli veramente, non bisogna solo scriverlo su Facebook” recitava in uno dei suoi ultimi video, in cui era possibile vederlo in un bosco alle prese con una pesante vasca da bagno.

Corde logore, moschettoni malridotti, guanti, bottigliette di plastica, carte di cioccolata e barrette energetiche e lattine tra i materiali che ha raccolto e portato a valle da ghiacciai e boschi delle sue montagne. “Tutti parlano di ecologia, di pulizia delle montagne, poi però sono veramente pochi quelli che fanno qualcosa” ci racconta François. “Per questo all’inizio di questa estate mi sono detto: se io, ogni volta in cui mi alleno o faccio una salita in montagna, raccolgo quel che trovo e lo riporto a valle forse un piccolo contributo all’ambiente lo do e magari riesco a essere di esempio per gli altri. La semplice ambizione di Cazzanelli mira a dire: “se tutti facessimo così ci sarebbe una montagna più pulita, con molta meno plastica abbandonata in quota. Materiale che disgregandosi va a dare il suo contributo al problema delle microplastiche”.

 

François, oltre la passione per la montagna, cosa ti ha spinto verso questa sensibilità ambientale?

“Tutto è iniziato con Alessia, la mia ragazza, che è molto sensibile verso le tematiche ambientali e cerca di trasmettere questi insegnamenti ai bambini della scuola.

Ovviamente lei e la prima a seguire gli insegnamenti che cerca di diffondere, per questo abbiamo iniziato a prendere qualche piccolo accorgimento anche noi”.

A esempio?

“Piccole cose come eliminare la plastica passando al vetro, che si può riutilizzare. All’inizio sembrava difficile poi, una volta presa la routine è diventato normale. Anche sul riscaldamento cerchiamo di fare attenzione e non sprecarlo.

Ho anche smesso di comprare bottigliette di plastica quando sono in giro. Ora mi porto la borraccia, la riempio. Sono piccole cose di cui però noti immediatamente la differenza perché il tuo consumo di platica si riduce notevolmente”.

Invece quando hai iniziato a raccogliere la spazzatura in montagna?

“Quando mi sono reso conto che alcuni posti fanno veramente schifo per come sono combinati. C’è tanta maleducazione e ignoranza. Basta farsi una semplice corsa dietro a un paesino, dietro a un villaggio, per trovare di tutto”.

Qual è la cosa più assurda che hai trovato?

“Ce ne sono diverse. Ho raccolto un ciuccio per bambini sul Breithorn; qualche giorno fa invece ho trovato una mutanda, con sorpresa, a pochi metri dalla vetta del Cervino. Anche se quella più assurda credo sia stata la vasca da bagno”.

Una vasca da bagno?

“Si, l’ho trovata in mezzo al bosco, su un mucchio di inerti (piastrelle, mattoni, calcinacci). Non è stata lanciata dal bordo strada, qualcuno si è anche dovuto impegnare per metterla dove poi l’ho ritrovata. Probabilmente non si voleva pagare il costo dello smaltimento preferendo l’abbandono in mezzo alla natura”.

Quindi l’hai portata a valle e poi sei andato a smaltirla?

“Per ora è dietro casa mia, ma entro fine estate la smaltirò”.

Cosa invece trovi in maggior quantità?

“Carte di barrette energetiche e gel. Una o due lungo il sentiero pensi che siano scappate dalle tasche, quando invece inizi a trovarne cinquanta o sessanta il discorso cambia”.

Questa del recupero e della pulizia della montagna è una filosofia che cerchi di trasmettere anche ai tuoi clienti?

“Ovviamente si, e devo dire che sono anche disponibilissimi durante le gite. Quando vedono che ho tasche e zaino pieni spesso si offrono di portare anche loro qualcosa, gli fa piacere portare quel piccolo peso in più per pulire”.

Una volta a valle poi?

“Smaltisco i vari rifiuti trovati in modo adeguato, facendo la raccolta differenziata”.

Articolo precedenteArticolo successivo

5 Comments

  1. bellissimo esempio da seguire e non perchè è un alpinista famoso o una Guida Alpina. C’è differenza tra “rispetto” e “amore” per l’ambiente.
    Complimenti

  2. Io quando vado in montagna porto sempre giù la spazzatura che trovo (di mia non ne ho lasciata mai). Quest’anno in primavera sono andato in un luogo non lontano da casa, e c’era di tutto. Ci sono tornato 3 giorni di seguito per raccogliere le varie carte cartine bottiglie fazzoletti lattine ecc ecc. Era cambiato l’aspetto. Poi, dopo 15 giorni, ci sono ritornato. Ed era nuovamente pieno di immondizie. La gente fa i pic nic e lascia in giro ovunque di tutto, poi un pò ci pensa anche il vento a distribuire ben bene in giro. I ciclisti buttano direttamente per terra, così come i runners. Non tutti, ovvio, ma quasi. Io ho ripulito per l’ennesima volta, ma è una lotta senza fine…

  3. Nel mio comune hanno aperto un indirizzo email per ricevere foto di eliminazioni anomale di immondizia…occorrerebbe una telecamerina sempre in funzione…infatti capita di vederli, estrai il telefonino e…son gia’ spariti a tutta birra.Cominciano da bambini…con le confezioni di caramelle ..merendine…poi proseguono…con lattine , cicche di sigaretta…

  4. Abitiamo in Valsugana e pratichiamo la montagna in tutti i modi ed in tutte le stagioni.
    Facciamo da anni quello che fa Cazzanelli,dai boschi fuori casa fino alle cime più isolate.Qualcuno vede e poi si attiva,troppi se ne fregano,comprese le amministrazioni che rendono addirittura difficile smaltire i rifiuti che riportiamo a valle:dobbiamo smaltirli con i nostri di casa ed a spese nostre per ciò che non è riciclabile!

  5. Tenere d’occhio e pulire puo’ anche convenire, non sempre si trovano schifezze anonime ma pure ” res derelictae” senza segni di riconoscimento attribuibili a qualcuno, che si e’volatilizzato da giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.