• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Libri, Primo Piano

“Scalare il mondo” un viaggio nel tempo alla ricerca del Bonatti uomo

Un ricordo autografato da Walter Bonatti per Dino Perolari. Archivio PerolariUn ricordo autografato da Walter Bonatti per Dino Perolari. Archivio Perolari

“Scalare il mondo” (Solferino 2019) ha il potere di farti tornare adolescente o, almeno su di me ha avuto quest’effetto. Conoscevo già buona parte di quei testi, di quelle pagine d’avventura scritte da Walter Bonatti e ben cucite insieme da Angelo Ponta a creare un particolare volume biografico. Che un lavoro firmato da Angelo fosse certezza di lettura scorrevole e piacevole non c’erano dubbi. Il suo “Il sogno verticale” (Rizzoli, 2016), è un libro preciso, scorrevole e ben costruito. Un’opera monumentale che ripercorre la vita dell’alpinista, senza mai scadere nel banale.

Della stessa qualità anche “Scalare il mondo” dove il racconto si fa colloquiale ed entra nel vivo, nel cuore del personaggio alla ricerca del Bonatti più intimo e segreto. Lo racconta grazie a testimonianze vive e concrete, come quella del Walter bambino, ma già sognatore, che esce fuori con la testimonianza di Bruna, sua cugina. Certo difficile star dietro a quel ragazzino pieno di energie, con un caratterino non indifferente. Un trascinatore, come si rivelerà poi da grande, ma come anche emerge dal racconto che ne fa l’amico d’adolescenza Dino Perolari.

Sono i colleghi, quelli di “Epoca”, che lo vedono e lo frequentano raramente che ne danno la testimonianza più disincantata. Nel libro lo fa Giovanni Grazzini, giornalista di “Epoca”, lo racconta senza troppi giri di parole, ma lo fa con rispetto e affetto.

 

La copertina del libro

Il libro percorre tutta la vita di Walter, dagli anni della giovinezza fino a quegli ultimi giorni che l’hanno visto andare avanti da solo, lontano dall’affetto della sua amata Rossana. “Solo l’ultimo viaggio non può farlo con lei” scrive Ponta. “Walter muore il 13 settembre 2011 per un tumore al pancreas, e a Rossana non è permesso di stargli vicino negli ultimi momenti di vita perché non è sua moglie e dunque ‘non ne ha il diritto’. Così Walter muore solo: è l’estremo dispetto che il mondo ‘civile’ fa al grande solitario”.

Una solitudine ben raccontata, pagina dopo pagina. Il carattere di Walter si forgia presto per renderlo autonomo, per renderlo in grado di andare avanti contando solo sulle sue forze. Una capacità che poi gli sarà utile e gli permetterà di scavare dentro di se, trovando il modo di andare avanti anche nelle situazioni più disperate.

Walter era un leone di montagna, dal cuore tenero. Dai sentimenti più umani di quanto il suo mito potrebbe far trapelare. Lo raccontano bene le ultime pagine del libro, quelle inedite dove Angelo e Solferino, l’editore, ci fanno il regalo più grande con i primi carteggi tra lui e Rossana Podestà. Lettere dove si colgono tanti dettagli che vanno oltre le parole scritte, dove si può apprezzare il romantico gioco della seduzione, quello che abbiamo vissuto tutti almeno una volta nella vita.

Con Rossana Walter inizierà un’esistenza nuova che pian piano lo cambierà, ammorbidendo quella sua dura scorza da montanaro segnato da mille sfide (non solo sulle montagne, ma anche nella vita) e lo farà, lentamente, diventare “nonno”. Un evento mai previsto o messo in cantiere da parte di Bonatti. “Non aveva mai voluto avere figli perché (diceva) ne avrebbe fatto dei disadattati, degli incompresi: li avrebbe fatti crescere come lui, quindi incapaci di vivere secondo le regole e i compromessi della società” racconta ancora Angelo Ponta, inframezzando il ricordo di figli e nipoti di Rossana che chiudono il libro. L’ultima parola spetta però al protagonista, che ancora una volta si racconta con le sue parole accompagnando una buffa foto d’infanzia.

 

Titolo: Scalare il mondo

Autore: Walter Bonatti

Editore: Solferino

A cura di Angelo Ponta

Pagine: 304

Prezzo: 18€

Articolo precedenteArticolo successivo

1 Comment

  1. Sembra di ricordare che Bonatti , pensando di farlo assistere meglio, venne ricoverato in clinica privata che poi applico’ alla lettera i regolamenti..estromettendo la compagna.
    Quanto a figli, mai voluti, molto probabilmente avrebbero come tutti preso la loro via autonoma…non e’ cosi scontato che un Padre li condizioni al suo modo di pensare..o ai suoi interessi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.