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Il Bivacco Günther Messner trasloca a Venezia per la Biennale d’Arte

bivacco gunther messner, reinhold messner, nanga parbat, biennale di venezia, arte, territorio, paceIl Bivacco Günther Messner – Foto @Alpinisti del Lambrusco

Un bivacco può diventare opera d’arte? In casi speciali pare proprio di sì.

È il caso della struttura costruita nel 1972 e intitolata da Reinhold Messner al fratello Günther, morto tragicamente a causa di una valanga durante la discesa dei due fratelli lungo la parete Diamir del Nanga Parbat nel 1970. Il bivacco è infatti in fase di “trasloco” temporaneo dalle Alpi dell’Alto Adige, dove è normalmente posizionato a 2.429 metri di quota, in Alta Val di Vizze non lontano dal confine fra Italia e Austria, per essere accolto alla 58esima Biennale d’Arte di Venezia.

L’idea è dell’artista sudtirolese Hannes Hegger, che ha richiesto in prestito a Reinhold la struttura, oggi parte del circuito espositivo dei Messner Mountain Museum, perché esso rappresenti a Venezia la vocazione di un luogo aperto e transfrontaliero come il Trentino Alto Adige, in cui gli ideali di pace e convivenza sono da considerarsi temi quotidiani, proprio nell’anno in cui si ricorre il centenario dalla stipula del trattato di Saint-Germain, che divise il Tirolo attribuendo l’Alto Adige all’Italia.

Per l’occasione il bivacco “si è fatto bello”. È stato infatti sottoposto a un’opera di restauro conservativo, per mano del medesimo artigiano che lo costruì.

Il Bivacco Messner diventerà a partire dal 10 maggio il Bivacco Hegger, un sito espositivo all’interno del quale sarà possibile ammirare le opere di sette artisti, definite “site-specific”. La curatrice della mostra sarà Christiane Rekade, nata in Svizzera e dal 2016 direttrice artistica di Kunst Merano Arte.

Gli artisti che parteciperanno all’iniziativa con opere dedicate alla visione e al concetto di terra di passaggio sono in primis Hannes Egger, accanto a lei Jacopo Candotti, Nicolò Degiorgis, , Julia Frank, Simon Perathoner, Leander Schönweger e Maria Walcher.

Il progetto, presentato negli scorsi giorni a Bolzano, alla presenza di Hannes Hegger, Christiane Rekade, insieme a Patrizia Spadafora e Paolo Boffalora di ArtInTheAlps, associazione sudtirolese la cui mission è la valorizzazione di artisti del territorio in chiave internazionale, è stato accolto con piacere da Reinhold Messner che, appassionato di arte e creatività, ha dichiarato che pur non essendo un artista, il suo modo di raccontare la montagna ha in fondo a che fare con l’arte. Alla richiesta di portare il Bivacco in città per ospitare una mostra sui valori del territorio non avrebbe potuto rispondere che sì.

La mostra sarà ospitata sull’isola di San Servolo dall’11 maggio fino al 30 settembre 2019.

 

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1 Comment

  1. Ve ne sarebbe pure uno al centro di San Martino di Castrozza, il vecchio e con i segni del tempo bivacco della cima alla Pala di San Martino. Collocato giustamente come monumento e visibile ai passeggianti con accanto bacheca e foto .Sostituito da uno nuovo sulla cima .Meglio che salgano Veneziani ed altri che spostarlo a Venezia in mezzo alla canea.

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