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Omicidio Rey-Bellet: sulle tracce dell’assassino

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LOSANNA, Svizzera — E’ caccia all’uomo in Svizzera per trovare Gerold Stadler il banchiere che due giorni fa ha assassinato la moglie Corinne Rey-Bellet, una delle più popolari sciatrici elvetiche (nella foto, durante un successo in carriera).

Ieri i gendarmi hanno ritrovato l’Audi usata per la fuga a Huemoz, vicino a Ollon. Ed erano riusciti ad intercettare l’uomo, alla fine di una strada di montagna. Ma l’inseguimento è durato un pugno di secondi e l’assassino si è dileguato a piedi.Forse aiutato da qualcuno ancora all’oscuro del suo gesto.
 
All’interno dell’auto, gli agenti hanno trovato un caricatore vuoto. Ne ha altri, e la polizia e il giudice Philippe Medico, chiedono la collaborazione di tutti: «Chiamate il 117, qualsiasi segnalazione può essere utile». La gendarmerie svizzera e centinaia di agenti con unità cinofile stanno battendo a tappeto la valle fra Le Portes du Soleil e Illiez, non troppo distante da Losanna (Cantone Vallese) alla ricerca dell’assassino.
 
La polizia sostiene che l’uomo sia ancora armato e pericoloso. E ha avvertito i cittadini di tenere gli occhi aperti: «Fate attenzione se lo incrociate perché ha perso la testa e forse il sangue che ha versato non gli basta». Lo ha detto il portavoce della polizia, Jean- Marie Bornet, mentre sollevava una foto del ricercato, padre felice, marito perfetto (almeno in apparenza).
 
Gli inquirenti escludono che Stadler si sia suicidato. Le possibilità che sia ancora nel Vallese sono alte. Secondo la polizia, l’uomo conosce ogni anfratto, ogni strada, ogni bosco, ogni via di fuga di questa zona. Stando alle indagini Stadler potrebbe aver raggiunto il villaggio di Abtwill, nel cantone di Saint Gall, dove la coppia aveva vissuto a lungo. gli agenti hanno l’ordine di sparare qualora l’uomo decidesse di non arrendersi o divenisse un pericolo anche per altri. 
 
Di certo il banchiere è diventato «un mostro» per la Svizzera. I più clementi, la gente di Val d’Illiez, dicono «che è impazzito». Altri sostengono che sia un vigliacco. Altri vogliono la sua cattura a tutti i costi. La cattura del tranquillo banchiere che armato di una pistola automatica di grosso calibro ha freddato la moglie e il fratello di Corinne, Alain (32 anni) e ha costretto in fin di vita la madre con cinque colpi.
 
E dire che Stadler era innamoratissimo della moglie. I dissapori, stando alle indagini, sono nati qualche mese fa. Storie di soldi, dicono. E un contorno ancora tutto da chiarire. L’uomo era stato allontanato da casa. Per due settimane aveva vissuto con amici.
 
Il padre di Corinne, protagonista indiretto della vicenda, invece è un immobiliarista. Possiede l’agenzia più importante della zona. Forse il banchiere non ha retto alla possibilità di perdere tutto: il ruolo di marito della campionessa. E quello di erede di un piccolo impero. E allora ha preferito la strage. 
 
Una strage per sfogare la rabbia «di essere stato cacciato ». Scampati, per caso, solo il figlio di 2 anni e mezzo, nel suo rifugio al primo piano dello chalet, e il nonno, che non c’era.
 
Di certo Les Crosets, il paese in cui viveva la coppia, è ancora sotto choc. Corinne era molto stimata. Moglie, madre, campionessa e ancora simbolo dello dello sport elvetico. La stazione sciistica in questi giorni ha un’aria mesta. Seggiovie e skilift sono fermi, il vento fischia fra i cavi. Mentre un brivido torna a correre lungo la schiena dei residenti. Racconta l’orrore di una vicenda del passato: quando un uomo, in uno chalet poco distante dalla casa dei Rey-Bellet, sterminò la moglie, i tre figli e la madre della sua sposa.
 
 

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