Scienza e tecnologia

Clima, Italia potenzia reti di monitoraggio

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BERGAMO — Mentre si registra una  parziale delusione della conferenza Cop15, l’Italia decide di rafforzare il suo impegno nello studio dei cambiamenti climatici attraverso l’ampliamento della rete di stazioni di monitoraggio atmosferico in alta quota Share (Stations at High Altitude for research on Environment) realizzata dal Comitato EvK2Cnr. Lo ha annunciato il presidente del Comitato stesso Agostino Da Polenza.

La rete Share raccoglie e fornisce dati unici e preziosi sull’atmosfera e sul clima. Anche in base a questi dati, gli scienziati di tutto il mondo che lavorano per i programmi dell’Unep (il programma per l’ambiente dell’Onu), o del Wmo (l’Agenzia meteorologica mondiale), elaborano modelli previsionali sul cambiamento climatico in atto. La rete Share è già diffusa su 3 continenti – Asia, Africa, Europa – e conta al momento 12 stazioni d’alta quota in Nepal, Pakistan, Uganda ed Italia. Dai  prossimi mesi si allargherà ulteriormente con stazioni in Bolivia, India, Caucaso, Nord Africa. L’espansione riguarderà anche il nostro paese. Con Unep (il Programma di protezione dell’ambiente delle Nazioni Unite) e presso l’Università de L’Aquila verrà creato un data base delle stazioni meteo d’alta quota a livello mondiale.
NEL MONDO — Oltre alla stazione “Nepal Climate Observatory at Pyramid (Nco-P)” – installata in Nepal presso il Laboratorio Osservatorio Piramide dell’Everest, a 5.079 mslm, operativa dal 2006, e facente parte della rete di osservatori d’alta quota del Progetto Abc (Antmosperic Brown Clouds) dell’ Unep , la prima installazione sulla lista degli scienziati del Comitato EvK2Cnr sarà quella nel Parco Nazionale del Deosai, a 4000 m di quota,  in Pakistan. Si tratta del cosiddetto “Pakistan Climate Observatory at Karakorum (Pco-K)”, considerato di grande importanza per la comprensione dei cambiamenti ambientali in atto nella regione e a livello globale.
L’osservatorio – che rientra nei progetti Karakorum Trust Fase II, Share e Unep-Abc – sarà equipaggiato oltre che per l’acquisizione dei  parametri meteorologi anche con sensori per il monitoraggio di aerosol e gas in traccia. In particolare un contatore ottico di particelle, un analizzatore di Ozono (O3), un etalometro (black carbon).
Collaboreranno all’implementazione e alla gestione dell’osservatorio diversi partner locali come il Dipartimento di meteorologia Pakistano (Pmd) – nell’ambito di una collaborazione scientifica avviata nel 2007 per lo studio degli impatti dei cambiamenti climatici in Karakorum e per supportare iniziative di sviluppo sostenibile nella ragione del Parco del Karakorum centrale (Cknp)-, e l’Università del Karakorum (Kiu) di Gilgit, per lo sviluppo di attività volte al rafforzamento scientifico e culturale e alla promozione di attività di cooperazione scientifica e tecnologica che avrà ricadute anche nella cooperazione  e allo sviluppo della popolazione locale.

Le osservazioni sull’inquinamento atmosferico e sul cambiamento climatico forniscono dati e informazioni fondamentali per gli studi scientifici che, a loro volta, hanno importanti implicazioni nella definizione delle politiche decisionali.

IN ITALIA — Gli scienziati del Comitato EvK2Cnr, così come auspicato anche dalla Commissione UE  hanno previsto un ampliamento delle reti di monitoraggio atmosferico anche in Italia per controllare i mutamenti climatici in atto nel nostro paese. L’obiettivo è quello di creare una rete nazionale di stazioni ad alta quota denominata Share-Italia, in grado di fornire in modo integrato una corretta valutazione dei dati di fondo dell’inquinamento e un supporto importante allo studio delle condizioni ambientali e dei mutamenti climatici  nell’area Mediterranea e continentale alpina.
Share-Italia sarà la “sentinella” sulle montagne dei cambiamenti climatici nel nostro paese. La rete permetterà di ottenere indicazioni essenziali per la salvaguardia e lo sviluppo dell’ambiente montano e non solo.
In uno studio dal titolo “L’atmosfera e le montagne italiane dalle Alpi al Mediterraneo: ruolo delle stazioni di monitoraggio in alta quota”, condotto dall’Isac-Cnr, sono stati individuati un certo numero di possibili siti, ubicati in aree considerate rappresentative delle condizioni di fondo dell’atmosfera. Con il Comitato EvK2Cnr si è  dato così  vita al network Share–Italia che si focalizzerà su una stazione di riferimento operante da più di venti anni (il laboratorio ISAC-Cnr Ottavio Vittori sul Monte Cimone) e 8 stazioni primarie dislocate sul territorio, per aree geografiche d’interesse.
La rete comprenderà una stazione sulle Alpi occidentali, una sulle Alpi Centrali, una su quelle Orientali. Altre tre stazioni andranno a coprire l’Appennino da nord a sud, e altre due stazioni riguarderanno Sicilia e Sardegna. Le aree in cui sono dislocate le stazioni, sono state selezionate in base a criteri geografici, ambientali e territoriali, in modo tale che siano rappresentative del territorio italiano.
La creazione di una rete di stazioni d’alta montagna per lo studio delle condizioni di fondo dell’atmosfera permetterà di porre fine a una lacuna esistente nell’organizzazione delle reti di monitoraggio atmosferico sul nostro territorio. Infatti, mentre sono relativamente diffuse (soprattutto al Nord del Paese) reti efficienti mirate alla determinazione dei livelli di qualità dell’aria, rimane ancora poco diffusa un’attività più completa di campionamento. Un’attività che consideri non solo i parametri utili alla valutazione degli indici di qualità dell’aria, ma che possa anche rivolgersi in senso più ampio alle tematiche inerenti lo studio dell’atmosfera e dell’ambiente.
Inoltre, le reti attualmente esistenti sono maggiormente addensate in zone urbane, sub-urbane ed industriali mentre i siti remoti e le montagne in particolare, che rappresentano il 50 per cento del territorio italiano, continuano ad essere scarsamente monitorati. La rete Share-Italia, oltre a colmare queste lacuna, permetterà di acquisire informazioni sulle condizioni di fondo dell’atmosfera e sul suo stato di salute. Consentirà di effettuare il monitoraggio intensivo di gas serra, aerosol e gas reattivi; controllare il trasporto di inquinanti atmosferici su lunga distanza; controllare i trend nel lungo periodo; tenere sotto controllo il trasporto su lunghe distanze di particolato biologico aerodiffuso; monitorare il trasporto e la deposizione di aerosol minerale come la sabbia Sahariana e la sua influenza sui livelli di Pm10 e Pm2,5 nella aree urbane; valutare l’influenza degli aerosol assorbenti (mineral dust e black carbon) sulla riduzione dei ghiacciai; supportare la verifica di modelli climatici e atmosferici (Ner-real-time data delivery); validare le misurazioni da satellite dei parametri atmosferici.
La rete Share-Italia rappresenta una risorsa volta a fornire un insieme coerente d’informazioni inerenti l’ambiente, il clima e l’atmosfera e si pone come valido supporto nell’adozione delle appropriate politiche ambientali che devono essere previste nei prossimi anni, ma anche come ulteriore contributo alla divulgazione di una cultura scientifica e d’informazioni corrette e convincenti tra i decisori e la gente che necessariamente dovrà prima comprendere per poi adottare politiche e comportamenti nuovi e virtuosi per l’ambiente e la qualità della vita individuale e collettiva in futuro. In attesa del Cop16 deve continuare lo sforzo di tutti in questa direzione.

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