Alpinismo

Hornbein: sogno infranto per i baschi

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LHASA, Tibet — "Lassù c’è una temperatura percepita di 50 gradi sottozero. Sarebbe una follia, un suicidio infilarsi in parete con queste condizioni: le possibilità di vetta sarebbero nulle e quelle di congelarsi molto alte". Con queste parole Alberto Inurrategi, Juan Vallejo e Mikel Zabalza hanno messo la parola fine al tentativo in stile alpino all’Everest lungo il vertiginoso Hornbein Couloir. Ma con una promessa: "sarà per un’altra volta".

"Per tre giorni – raccontano i baschi – ci siamo alzati speranzosi di trovare buone notizie riguardo il meteo. Ma il vento, invece di calare, ogni giorno era dato in aumento. Oggi, sulla vetta, c’è un autentico uragano con raffiche a 100 chilometri l’ora. Tra martedì e mercoledì dovrebbe calare della metà, ma anche così sarebbe impossibile la salita senza ossigeno: oltre gli 8000 metri, la temperatura è data intorno ai 22 gradi sottozero".

E così, i baschi hanno detto basta. Un "basta" sofferto, intriso di impotenza, frustrazione e e rassegnazione. Non tanto per non aver raggiunto la cima, quanto per non averla potuta tentare. "Non abbiamo potuto misurarci con questa affascinante via – dicono i baschi -. E’ questo che fa male".

Arrivati in Tibet all’inizio di settembre, Inurrategi e soci si sono acclimatati lungo la via normale che sale al Colle Nord dell’Everest. A fine mese hanno compiuto il primo ed unico tentativo sull’Hornbein, purtroppo finito a 7500 metri con una slavina che ha seppellito la loro tenda. I tre sono tornati a valle miracolosamente illesi, dopo una notte passata affacciati sull’abisso, legati ad un provvidenziale sperone di roccia.

Il trio ha annunciato subito di voler ritentare. Ma nei giorni successivi il maltempo non ha dato tregua e nel frattempo le temperature sono scese sensibilmente. Condizioni impossibili per lo stile alpino: senza ossigeno, oltre gli ottomila metri, quel freddo diventa un ostacolo insormontabile e troppo pericoloso.

"Di notte le raffiche di vento schiaffeggiano la tenda – raccontano i baschi -. La mattina, sulla cima, vediamo alzarsi pennacchi di polvere così alti che sembrano dire: ragazzi, non venite qui, ve la passereste davvero male".

"Stavolta non è andata – conclude il team – ma i sogni non realizzati hanno un vantaggio: non scompaiono con il raggiungimento della vetta. Si può continuare a sognare. Quindi, sarà per un’altra volta".

In attesa della prossima avventura, Inurrategi e soci ci regalano il video del primo tentativo sull’Hornbein. Clicca qui per vederlo

Sara Sottocornola

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