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Everest, lancio record in paracadute

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GORAKSHEP, Nepal — Potrebbe essere il salto con l’atterraggio più alto del mondo, quello compiuto nei giorni scorsi sulle pendici dell’Everest. Tre intrepidi skydiver si sono lanciati col paracadute da circa seimila metri di quota e sono atterrati sull’immensa piana sabbiosa di Gorakshep, l’ultimo villaggio della valle del Khumbu prima di arrivare al campo base dell’Everest.

La piana di Gorakshep, che sorge 5.164 metri di quota nel cuore della valle del Khumbu, fu già teatro di della più alta partita di cricket del mondo. Ora, qualcun altro ambisce al Guinness dei Primati per un motivo simile.

Sono tre paracadutisti, due inglesi e uno indiano, che nei giorni scorsi hanno compiuto uno spettacolare lancio in paracadute sul versante sud dell’Everest. Leo Dickinson, Ralph Mitchell e Ramesh Chandra Tripathi sono saltati a circa 6.154 metri di quota e dopo qualche secondo di caduta libera, hanno aperto la vela e si sono goduti il panorama della valle guardandolo dall’alto.

"Non è stato solo l’Everest – ha detto Dickinson, 62 anni, leader della spedizione -. Eravamo circondati da quelle montagne, era impressionante, volevo che non finisse mai. Abbiamo toccato terra ad oltre cinquemila metriNon ho mai sentito di nessun altro che abbia fatto una cosa simile. Credo sia l’atterraggio più alto del mondo e appena rientrerò a casa farà domanda al Guinness".

"Le temperature erano gelide – ha agggiunto Tripathi – il vento ci spingeva. C’era il rischio di finire in un crepaccio o urtare contro degli spigoli rocciosi… ma ne è valsa la pena".

Il salto, organizzato dalla Himalaya Expeditions Agency Nepal, è stato supportato anche dalla Adventure Sports Tourism Society nepalese, che vuole attirare gli skydivers nella valle in occasione del "2011 Nepal Tourism Year".

Sara Sottocornola    

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