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Il sindaco alpinista scala il Monte Bianco

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COURMAYEUR, Aosta — Il Dente del Gigante e la Nord della Tour Ronde. Queste le due salite compiute nei giorni scorsi dalla cordata d’eccezione formata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal noto alpinista Daniele Bernasconi, guida alpina e Ragno di Lecco. Ecco gli scatti delle salite che, a sentire l’ex ministro, non sono che l’antipasto di sfide più grandi come il Cervino o addirittura un 8000. "Ci sono stati passaggi difficili – ha detto Alemanno dopo la tre giorni sul Bianco – ma l’importante è la fiducia tra compagni di cordata".

"Qualche ora prima ero al Campidoglio per incontrare Gheddafi – ha confessato Alemanno alla Gazzetta – ma continuavo a guardare l’ora, avevo lo zaino pronto in macchina e non vedevo l’ora di partire". Nel sacco vestiti, attrezzatura da ghiaccio, casco, barrette, un libro, ma soprattutto tanta voglia di rimettere le mani sul ghiaccio e la roccia.

E’ una passione, quella dell’alpinismo, che da sempre accompagna Alemanno anche se le sue giornate dense d’impegni politici e amministrativi lasciano poco spazio allo svago. Lo scorso weekend, però, è riuscito a staccare tre giorni per tornare sul Monte Bianco e scalare di nuovo con Daniele Bernasconi, già suo compagno di cordata sul Bernina, sul Disgrazia e sul Bianco lo scorso anno.

"Siamo saliti venerdì al rifugio Torino – racconta Bernasconi – e abbiamo fatto una camminata sulla Mer de Glace per fare un po’ di acclimatamento. Il giorno dopo abbiamo salito la normale del Dente del Gigante, una salita con avvicinamento di misto e poi tutta roccia, corde fisse e poi cresta. Domenica invece è stata la volta della nord della Tour Ronde, una salita di ghiaccio fatta in piolet traction".

Due salite di alpinismo classico, di circa 800 metri ciascuna, che hanno dato la possibilità al sindaco di Roma di muoversi su diversi terreni. "Ho scalato diverse volte con Alemanno – prosegue l’alpinista lecchese – devo dire che è tecnicamente molto in gamba e decisamente in forma, nonostante gli impegni di lavoro lo costringano quasi sempre in città. Sono state due belle salite, il sabato faceva freddo e c’era molto vento, mentre domenica era una giornata davvero perfetta".

In cordata con il sindaco di Roma anche Andrea Dacasto, forte climber del centro Italia, istruttore di alpinismo oltre che responsabile arrampicata dell’Asi, alleanza sportiva italiana. Presenze importanti anche al "campo base" del Rifugio Torino, dove hanno raggiunto Alemanno anche Agostino Da Polenza con Stefania Mondini.

"Ci sono stati passaggi che ho trovato difficili anche a causa delle condizioni climatiche severe e ancora invernali – racconta Alemanno – per esempio una placca molto esposta. Ma bisogna fidarsi dei propri compagni, proprio come in politica, e avere un gruppo solido, unito. L’emozione di arrivare in cima, a 4000 metri dopo la sveglia alle 4 del mattino, un vento pazzesco e le forze spremute, rende tutto così spirituale, mistico. In cima alla Tour Ronde mi sono avvicinato alla Madonnina e lì mi sono messo a pregare in ginocchio".

Con lo spirito rigenerato dalle vette e dai ghiacciai alpini, Alemanno ieri è ritornato a Roma per riprendere il lavoro e chiudere alcune questioni come i mondiali di nuoto, che vorrebbe a tutti i costi portare a Roma anche come segnale positivo contro i problemi giovanili, e risolvere il problema degli stadi di Roma e Lazio. Ma nel cuore, resta l’alpinismo con nuovi progetti in alta quota. Quali? Alemanno ha detto alla Gazzetta che la sua prossima sfida alpinistica sarà al Cervino. E il suo sogno da realizzare un ottomila, magari il K2: la montagna degli italiani. Speriamo di rivederlo presto in azione, la montagna e l’alpinismo hanno bisogno anche di persone importanti.

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