Emergenza incendi: stop alle escursioni nel Parco della Val Grande
“L'Ente Parco Nazionale della Val Grande sconsiglia in modo assoluto qualsiasi ingresso nell'area protetta fino al termine dell'attuale emergenza incendi; l'avanzare delle fiamme ha imposto uno stop immediato alla fruizione della zona.”
Il Piemonte sta affrontando negli ultimi giorni una drammatica emergenza incendi boschivi, con diversi fronti attivi il cui controllo è ostacolato dal vento e dalle temperature elevate, previste in ulteriore rialzo.
In questo scenario critico, l’Ente Parco Nazionale della Val Grande ha emesso una nota ufficiale urgente per invitare a uno stop immediato e assoluto a qualsiasi ingresso nell’area protetta fino al termine dell’emergenza. Un appello accorato che mira a tutelare l’incolumità pubblica e ad agevolare le complesse operazioni di spegnimento.
Emergenza incendi e outdoor: attenzione alle limitazioni
La situazione è particolarmente grave proprio a ridosso dei confini dell’area protetta, nella zona del Pizzo Proman, dove un incendio scoppiato lo scorso 1° luglio continua ad alimentare un denso e diffuso fumo in tutta la vasta area montana. Nel comune di Premosello le operazioni dei Vigili del Fuoco si stanno concentrando su tre fronti: fortunatamente, il rogo che si era spinto verso la frazione di Colloro – evacuata in via precauzionale – è al momento di portata ridotta grazie all’abbassamento delle temperature registrato nella notte.
A tutela della pubblica incolumità, il Sindaco di Premosello-Chiovenda ha firmato un’ordinanza che impone il divieto assoluto di transito pedonale e veicolare lungo tutte le piste agro-silvo-pastorali e la rete dei sentieri che si snodano dal capoluogo e dalle frazioni di Colloro e Cuzzago verso la zona colpita dal rogo.
A corollario dei “provvedimenti di molti Comuni che hanno emesso specifiche ordinanze sindacali volte a vietare l’accesso a tutti i sentieri e alle strade agro-silvo-pastorali dirette verso l’area protetta”, il Parco Nazionale della Val Grande ha ritenuto opportuno diffondere un invito ad astenersi da escursioni nell’area protetta fino al termine dell’attuale emergenza incendi. “L’avanzare delle fiamme ha imposto uno stop immediato alla fruizione della zona”, chiarisce l’Ente. Sulla base dei divieti in vigore, è da segnalare che la celebre “Traversata classica della Val Grande” risulti attualmente non percorribile e lo stesso bivacco della Colma di Premosello rimarrà chiuso e inaccessibile fino a nuova comunicazione.
La priorità assoluta è agevolare il lavoro di chi sta lottando contro le fiamme.“Tutti gli amanti del trekking e i turisti – si legge nelle conclusioni della nota diffusa dal Parco – sono invitati a esercitare il massimo senso civico, annullando ogni escursione programmata nell’area”
Secondo quanto riportato nell’aggiornamento odierno a cura dei Vigili del Fuoco, la Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) sta coordinando le operazioni su otto fronti tra le province di Vercelli, VCO e Torino, schierando un imponente assetto aereo composto da due Canadair, un elicottero S64 e tre velivoli dei Vigili del Fuoco, supportati a terra dalle squadre del Corpo AIB.
Uncem: “Una tragedia climatica che richiede prevenzione”
Sulla straordinarietà e sulla gravità degli eventi si è espresso duramente Uncem Piemonte. L’associazione ha evidenziato come i roghi estivi, in particolare nel VCO, nel Canavese e in Valsesia, siano “generati dalla tragedia climatica in atto. Molto più di una crisi”. Uncem ha espresso profonda gratitudine verso i Sindaci, le comunità montane costrette in alcuni casi ad abbandonare le proprie case, e tutti i corpi impegnati in prima linea.
L’associazione rimarca che i territori montani e le loro foreste sono i soggetti più fragili ed esposti a questa crisi. Tuttavia, viene lanciato un appello affinché l’opinione pubblica e le aree urbane non considerino il problema come circoscritto alle sole valli: “La montagna risponde con coesione agli incendi. Le Città non si voltino dall’altra parte. Queste nuove tragedie boschive estive, novità per il Piemonte, sono di tutti”.
Per Uncem, l’azione non può limitarsi alla gestione dell’emergenza nei momenti critici. Bisogna invece agire in anticipo per cambiare radicalmente l’approccio al problema forestale: “L’estinzione è solo l’ultima fase. Il ripristino anche. Si parte dalla pianificazione forestale. Ora al lavoro insieme, a fianco dei Sindaci, per ridurre gli impatti del fuoco”. L’obiettivo finale deve essere un piano di prevenzione condiviso con la Regione, basato su una gestione attiva e sulla certificazione del territorio boschivo.




