Ambiente

Theridion, il ragno sorridente dell’Himalaya

Ha lo stesso inconfondibile "sorriso" del suo celebre cugino delle Hawaii, ma la genetica rivela: è una specie evoluta in modo indipendente tra le vette dell'India.

L’aracnofobia è una problematica piuttosto diffusa: l’istinto alla fuga di fronte a un ragno, per quanto piccolo esso sia, è una reazione quasi automatica per molti di noi. Ma se il ragno in questione ci sorridesse? Forse la situazione potrebbe cambiare. Per chi volesse fare una prova, sarà utile sapere che tra le vette dell’Himalaya indiano vive una creatura capace di smontare anche le paure più radicate con un semplice sguardo: un ragno con il sorriso.

L’esistenza di ragni sorridenti non è una novità, ma per certo una rarità. Per oltre un secolo la comunità scientifica ha ritenuto che questo singolare fenomeno fenotipico fosse una prerogativa esclusiva delle isole Hawaii. In questo arcipelago vive infatti il celebre Happy-Face spider (Theridion grallator), un minuscolo aracnide noto a livello globale per una vistosa decorazione sull’addome, i cui pigmenti rossi e neri richiamano in modo sorprendente le linee di un volto sorridente.

Fino a oggi, questa caratteristica era considerata un unicum biologico, confinato nelle regioni tropicali. Ma la natura non smette di stupire: una specie gemella, con lo stesso identico sorriso stampato questa volta sulla schiena, è stata scoperta a più di 2.000 metri di quota in India.

Tutto ha inizio dalle formiche…

Come spesso accade nella scienza, la scoperta è stata del tutto accidentale. Tutto ha inizio con uno studio sulle formiche, condotto nell’Himalaya indiano da un team di ricercatori del Forest Research Institute di Dehradun e del Regional Museum of Natural History di Bhubaneswar.

Mentre gli esperti effettuavano campionamenti in alta quota, il ricercatore Ashirwad Tripathy ha inviato la foto di un minuscolo ragno nascosto sotto la foglia di una pianta di Daphniphyllum, un arbusto sempreverde, alla collega Devi Priyadarshini. “Sono rimasta congelata dallo shock – ha raccontato la scienziata – . Avevo studiato il ragno hawaiiano durante il mio percorso di laurea e ho capito all’istante che avevamo fatto centro”.

Dal casuale incontro con un ragno sorridente è nata una ricerca serrata che ha portato alla descrizione ufficiale di una nuova specie: il Theridion himalayana. “Abbiamo scelto il nome Himalayana perché volevamo rendere omaggio alle imponenti catene montuose dell’Himalaya, che si ergono maestose non solo a guardia del nostro paese, ma anche custodi di una ricca biodiversità”, ha spiegato Ashirwad.

Un ragno dai 32 sorrisi

La ricerca, pubblicata sulla rivista Evolutionary Systematics, ha rivelato che il ragno himalayano è un vero trasformista. Raccogliendo esemplari in tre località dell’Uttarakhand – Makku, Tala e Mandal – gli scienziati hanno infatti identificato ben 32 varianti di colore differenti (tecnicamente “morfotipi”) tra maschi e femmine. Il sorriso che compare sul loro corpo si compone sostanzialmente di puntini rossi, neri e bianchi, combinati in modi differenti.

Ma la vera sorpresa è arrivata dall’analisi del DNA. Il test genetico ha mostrato una divergenza dell’8,5% rispetto al cugino hawaiiano. Cosa significa? Che non si tratta di un parente stretto che ha viaggiato da un oceano all’altro, ma di una specie evoluta in totale autonomia tra i boschi montani dell’India.

Cosa se ne fa un ragno di un sorriso?

La curiosità che sorge spontanea è per certo la seguente: a cosa serve una maschera così vistosa e allegra? La scienza non dispone attualmente di una risposta certa. I pattern colorati aiutano sicuramente questi ragnetti a sopravvivere nel selvaggio ambiente d’alta quota (magari confondendo i predatori), ma la ragione biologica dietro a una simile varietà è ancora da decifrare.

C’è poi un altro dettaglio che sta facendo grattare la testa agli ecologi: proprio come i cugini delle Hawaii, anche i ragni himalayani amano tessere le loro ragnatele a testa in giù sulle piante di zenzero. Peccato che nelle Hawaii lo zenzero sia una pianta aliena, introdotta dall’uomo. Com’è possibile che due ragni speculari, in parti del mondo opposte, abbiano scelto esattamente la stessa pianta? Il Theridion himalayana potrebbe essere l’antenato di quello hawaiiano, offrendo l’anello mancante di un affascinante enigma biogeografico.

Un insieme di misteri che fanno agevolmente comprendere quella che è l’unica certezza: la ricerca è solo all’inizio. Come concludono gli stessi autori dello studio: “Questa specie rappresenta il modello perfetto per studiare il polimorfismo e i fattori che guidano l’espressione visiva degli animali. Ci troviamo davanti a domande evolutive complesse che richiederanno specifici studi di genetica di popolazione per trovare risposte concrete”.

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