Pirenei, sul Pico de Aneto croce di vetta tagliata e scomparsa. Indaga la Guardia Civil
Tagliata alla base e scomparsa tra l’8 e il 14 aprile, la storica croce dell’Aneto non è più sulla vetta. Indaga la Guardia Civil, mentre cresce l’indignazione.
Sulla cima dell’Aneto, la vetta più alta dei Pirenei, la storica croce che da circa 75 anni accompagnava ogni arrivo in cima non c’è più. Se all’inizio le voci sulla sua sparizione erano legate a voci isolate, adesso le testimonianze degli escursionisti parlano di una base tranciata e di cavi rimasti a terra, elementi che fanno pensare a un’azione volontaria. Per questo la Guardia Civil ha avviato un’indagine.
La scomparsa
La notizia della scomparsa è arrivata venerdì scorso, quando diversi escursionisti hanno segnalato l’assenza della croce. Le informazioni raccolte, e riportate anche dalla stampa locale, indicano che la struttura sarebbe stata tagliata o divelta tra l’8 e il 14 aprile: il 15, infatti, non era già più visibile sulla vetta. Chi è salito nei giorni successivi ha riferito di aver visto chiaramente la base quadrata recisa, con i cavi metallici abbandonati.
A quel punto il Comune di Benasque ha attivato le verifiche. Il sindaco Manuel Mora ha spiegato di aver ricevuto la segnalazione da un alpinista e, non avendo riscontri da guide e operatori locali, ha deciso di coinvolgere il GREIM, il gruppo di soccorso alpino della Guardia Civil, chiedendo di controllare la vetta durante i voli operativi. Parallelamente, la stessa Guardia Civil ha aperto un’indagine per chiarire dinamica e responsabilità.
Un gesto intenzionale?
Tra le ipotesi, prende quota quella di un taglio intenzionale. A sostenerla è anche la guida locale Chemary Carrera, che da oltre trent’anni lavora sull’Aneto, che ha dichiarato a una testata locale: “Credo che siano saliti, l’abbiano tagliata e l’abbiano buttata da uno dei versanti”. Secondo Carrera, l’idea che qualcuno possa averla portata via è poco credibile, considerate le dimensioni della struttura (quasi 100 chili di peso e oltre tre metri di altezza) e la complessità di muoversi su una montagna di tremila metri con un carico simile.
La vicenda ha colpito in modo particolare la comunità di Benasque, per cui la croce rappresenta molto più di un semplice elemento di vetta. Nel 2023 era stata restaurata dal fabbro Miguel Ángel Plaza: per l’occasione era stata portata a spalla in paese da decine di persone, esposta e visitata da migliaia tra residenti e turisti, prima di essere nuovamente installata sulla cima. Non era neppure la prima volta che subiva danneggiamenti: in passato era stata imbrattata con vernice gialla, episodio che aveva già richiesto un intervento di pulizia.
Non un caso isolato
La sua scomparsa ha quindi generato un’immediata ondata di indignazione nel mondo della montagna, ma ha anche riacceso un dibattito mai del tutto sopito: quello sulla presenza dei simboli religiosi in quota. Se per molti rappresentano una tradizione radicata e parte integrante della cultura alpina, per altri costituiscono un elemento estraneo al paesaggio naturale e potenzialmente problematico.
Non è un caso isolato. Negli stessi giorni è stata segnalata la scomparsa di un altro crocifisso su una montagna della provincia di Huesca, episodio che contribuisce ad alimentare interrogativi più ampi.
Per ora, però, la priorità della comunità resta una: capire cosa sia accaduto sulla vetta dell’Aneto. Le verifiche del GREIM e l’indagine della Guardia Civil dovranno chiarire se la croce sia stata deliberatamente rimossa e dove possa trovarsi. Nel frattempo, sulla cima simbolo dei Pirenei resta un’assenza che pesa, non solo visivamente, ma anche sul piano della memoria e dell’identità.




