Alpi: oltre 50 milioni di euro a sostegno dell’agricoltura di montagna
"La montagna non si abbandona". In Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige nuovi bandi a supporto delle aziende agricole in quota.
Le terre alte hanno a lungo rappresentato territori marginali per l’economia del Paese. Una condizione che oggi è protagonista di un’inversione di tendenza, capace di unire la domanda di un mercato sempre più orientato a prodotti salubri e tradizionali, con la scelta di vita coraggiosa e impegnativa di nuovi imprenditori agricoli. Non si tratta di un semplice ritorno romantico alla terra “come facevano i nonni”, ma di una vera e propria scommessa, che mescola la sapienza contadina con l’innovazione tecnologica.
Questa rinnovata vitalità trova oggi lungo l’arco alpino una risposta concreta nelle istituzioni: Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige hanno messo a disposizione nelle ultime settimane decine di milioni di euro per supportare l’agricoltura di montagna, riconoscendone il valore non solo economico, ma anche di presidio fondamentale contro lo spopolamento dei territori montani.
Lombardia: stanziamento record da 25,5 milioni di euro
La Lombardia ha aperto nel mese di marzo il bando per l’anno 2026 dell’intervento SRB01 “Sostegno zone con svantaggi naturali di montagna”, previsto dal Complemento per lo Sviluppo Rurale della PAC 2023-2027, portando la dotazione a 25,5 milioni di euro. Un incremento significativo rispetto ai 18 milioni stanziati nel 2025.
La misura riconosce un’indennità annuale per ettaro a chi opera all’interno dei comuni montani, con importi differenziati in base alla tipologia colturale, all’altitudine, alla pendenza e alla dimensione aziendale. Il sostegno riguarda una vasta gamma di attività: dai sistemi zootecnici e foraggere ai seminativi, fino alla viticoltura e frutticoltura specializzata. Nello specifico, il bando prevede condizioni dedicate per pascoli, prati permanenti e avvicendati, oliveti, castagneti e vigneti (sia terrazzati che non). Per accedere a questi contributi, la domanda dovrà essere presentata entro il 15 maggio 2026.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha confermato la volontà di trasformare il sostegno economico in una scelta politica chiara: “L’obiettivo è garantire il mantenimento dell’attività agricola compensando i maggiori costi e i minori ricavi che le imprese affrontano rispetto alla pianura. La montagna non si abbandona: sostenere chi continua a coltivare e allevare in territori difficili significa difendere il presidio ambientale, la biodiversità e la sicurezza idrogeologica, garantendo reddito e prospettiva a chi sceglie di restare”.
Piemonte: 14,4 milioni per garantire continuità alle aziende in quota
La Regione Piemonte ha stanziato una dotazione finanziaria di 14,4 milioni di euro per il nuovo bando a sostegno delle attività agricole di montagna, misura inserita nel Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027. Si tratta di un sostegno economico concreto, pensato per contrastare lo spopolamento e garantire la cura del territorio.
Si prevede anche in questo caso l’erogazione di un contributo annuale per ettaro a favore di coltivatori che presidiano territori complessi, segnati da forti pendenze e altitudini elevate. L’entità del sostegno è modulata con precisione in base a diversi criteri: il tipo di coltura (dai seminativi ai pascoli, fino ai frutteti), l’effettivo grado di svantaggio del terreno e la continuità operativa dell’azienda in loco. Il bando prevede premialità specifiche per chi ha scelto di vivere e lavorare in montagna: coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Con importi che spaziano da un minimo di 500 fino a un massimo di 13.000 euro per beneficiario, l’intervento punta a bilanciare i maggiori costi gestionali e i minori ricavi tipici dell’agricoltura eroica
L’assessore allo Sviluppo e promozione della montagna, Marco Gallo, ha ribadito la natura strategica dell’investimento: “Questa misura rappresenta un pilastro delle politiche per la montagna perché riconosce concretamente il ruolo degli agricoltori come presidio del territorio. Senza il loro lavoro quotidiano, intere aree rischierebbero l’abbandono. Non è solo un contributo economico, ma un investimento sulla vitalità delle nostre comunità montane: sostenere l’agricoltura significa mantenere vivi i territori e creare le condizioni per nuove opportunità di sviluppo”.
12 milioni di euro a disposizione in Trentino-Alto Adige
La Giunta regionale del Trentino-Alto Adige ha messo in campo misure dirette per il comparto agricolo montano, stimando un impegno finanziario di circa 12 milioni di euro per il 2026. Qui il focus è sull’abbattimento dei costi previdenziali.
I contributi arriveranno a coprire fino al 70% dell’importo versato dai coltivatori diretti, mezzadri e coloni che operano in condizioni di particolare svantaggio geografico. Nel dettaglio, l’entità del sostegno previdenziale viene calcolata sui versamenti dovuti con percentuali che premiano il maggior svantaggio geografico, partendo da una base del 50%. La misura coinvolge una platea decisamente ampia, tra i 5.500 e i 6.000 operatori.
L’Assessore regionale alla previdenza, Carlo Daldoss, ha evidenziato il valore sociale dell’operazione: “La montagna richiede uno sforzo supplementare. Sostenere la contribuzione previdenziale non è solo una misura assistenziale, ma un investimento per prevenire l’abbandono delle terre alte e garantire un futuro dignitoso a chi mantiene vive le nostre tradizioni rurali nonostante le oggettive difficoltà del territorio.”




