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Le montagne sono fatte di persone

Nel suo primo editoriale come direttore editoriale di Montagna.tv, Gian Luca Gasca riflette sul senso di raccontare oggi le terre alte: non solo imprese e paesaggi, ma comunità, cambiamenti e responsabilità che riguardano tutti.

Le montagne sono fatte di persone. Altrimenti sarebbero solo mucchi di sassi.

Lo scriveva, in un altro tempo e con altre parole, Walter Bonatti. Non parlava solo di alpinismo. Parlava di responsabilità. Di scelte. Di vita. Le montagne sono fatte di persone perché senza le loro storie, i loro conflitti, i loro ritorni e le loro partenze, resterebbero paesaggio. Bellissimo, ma muto.

Per me questo è anche un ritorno a casa. Qui ho iniziato a scrivere. Qui ho imparato che la montagna non è un altrove romantico, ma un luogo in cui il futuro si manifesta prima che altrove: nel clima che cambia, nelle economie che si trasformano, nei paesi che si svuotano o rinascono, nei giovani che restano o che tornano.

Tornare oggi, con la responsabilità di dirigere Montagna.tv, significa assumersi un compito chiaro: dare una traiettoria.

Se le montagne sono fatte di persone, allora anche Montagna.tv deve essere fatta di persone. Non solo di imprese, ma di conseguenze. Non solo di performance, ma di vite. Non solo di vette, ma di comunità.

Vogliamo continuare a parlare a chi la montagna la vive ogni giorno, ma anche portarla nelle case di chi non la frequenta, di chi abita lontano dalle cime e pensa che ciò che accade in quota non lo riguardi. Lo riguarda eccome: nell’acqua che beviamo, nel turismo che sostiene interi territori, nelle scelte politiche che disegnano il paesaggio, nel modo in cui immaginiamo il nostro futuro.

Questo sarà un luogo di racconto, ma anche di confronto. Capace di fare domande, anche scomode. Di ospitare punti di vista diversi. Di osservare con attenzione e rispetto, ma senza timore.

Non vogliamo custodire una nicchia. Vogliamo allargare una comunità. Perché le montagne non hanno bisogno di essere difese con nostalgia. Hanno bisogno di essere comprese, attraversate, discusse. Hanno bisogno di persone che se ne assumano la responsabilità.

Da oggi questo percorso continua con una responsabilità in più. Non per inseguire numeri, ma per tracciare una direzione. Per diventare un riferimento non per dichiarazione, ma per autorevolezza.

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