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Thomas Huber pronto a tornare sul Latok III?

L’alpinista tedesco ha annunciato una nuova spedizione sulle montagne del Pakistan. Con lui ci saranno gli spagnoli Ivette Castell e Marc Subirana. L’obiettivo preciso non è stato ancora comunicato, ma il suo legame con il Latok III dura ormai da oltre dieci anni

“Non posso resistere”. Sono sufficienti queste poche parole per comprendere quanto sia profondo il legame tra Thomas Huber e il ghiacciaio del Choktoi, nel Karakorum pakistano. L’alpinista tedesco ha infatti annunciato la sua imminente partenza alla volta della montagna. Con lui gli spagnoli Ivette Castell e Marc Subirana.

“Alcuni luoghi toccano il cuore, altri lo cambiano per sempre”, ha scritto Huber sui social. A richiamarlo sono la bellezza, il silenzio e il carattere selvaggio di un territorio che, nelle sue parole, continua ad alimentare il fuoco dell’avventura. Nelle prossime settimane la cordata completerà la preparazione in vista della partenza, ma non sono stati ancora resi noti né il calendario della spedizione né l’obiettivo alpinistico preciso.

Il nome del Choktoi, però, è ormai strettamente legato alla storia recente di Huber. Il ghiacciaio si estende nel Panmah Muztagh, una delle aree più spettacolari e isolate del Karakorum, ai piedi dei gruppi del Latok, del Baintha Brakk e del Suma Brakk. Qui l’alpinista tedesco è tornato ripetutamente, inseguendo soprattutto una linea sul versante sud-orientale del Latok III.

Il lungo inseguimento al Latok III

Il progetto sul Latok III non nasce oggi. Huber ha tentato la montagna dal ghiacciaio Choktoi diverse volte a partire dal 2015. Nel 2018, insieme a Yannick Boissenot, Simon Gietl e Rainer Treppte, raggiunse circa 5700 metri sul pilastro meridionale, prima che il maltempo interrompesse la salita.

La stessa montagna è tornata al centro delle spedizioni del 2024 e del 2025, questa volta insieme agli statunitensi Jon Griffin e Tad McCrea. Nel 2024 la cordata aveva due obiettivi: la cima occidentale del Suma Brakk e il pilastro sud-est del Latok III. Dopo un inizio favorevole, cinque settimane di tempo instabile impedirono però di concretizzare entrambi i progetti.

Huber, Griffin e McCrea sono tornati nel Choktoi nell’estate successiva. La spedizione del 2025 ha portato alla prima ascensione della cima occidentale del Suma Brakk, battezzata Eye Ri, una spettacolare torre di 6120 metri raggiunta attraverso la parete nord-ovest e la cresta occidentale.

Dopo Eye Ri, i tre hanno nuovamente rivolto l’attenzione al Latok III. La cordata ha salito 29 lunghezze sul pilastro sud-est, affrontando difficoltà fino al 5.11, C1 e pendenze di 70 gradi, fermandosi poi a circa 200 metri dalla vetta. Erano riusciti a salire per quasi duemila metri dal campo base. La stanchezza e le condizioni della parte superiore hanno infine imposto la ritirata. Una conclusione dolorosa, soprattutto perché il completamento della linea avrebbe rappresentato la prima ascensione del Latok III dal ghiacciaio del Choktoi.

Per il momento Huber non ha specificato quale sia il suo obiettivo sul Choktoi, anche se lo ha lasciato intendere dall’ultima immagine pubblicata nel suo carosello social. Un’immagine creata con AI, dove si vede lo scalatore tedesco con i suoi compagni di spedizione e il cartello “Latok III”. Quel che è sicuro è che Thomas Huber tornerà ancora una volta sul ghiacciaio. Non soltanto per scalare, ma per misurarsi nuovamente con un paesaggio che, dopo tanti tentativi, successi e ritirate, sembra essere diventato una parte essenziale della sua storia alpinistica. “Le sfide che ci aspettano e il sogno che ci unisce” conclude.

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