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Nel PNALM 16 nuovi cuccioli di orso marsicano

Le attività di monitoraggio hanno attestato la presenza di 7 femmine con piccoli dell'anno, in numero pari a 16: un dato che "non è una classifica, ma un indicatore prezioso del successo riproduttivo annuale".

Quanti sono gli orsi marsicani? Per rispondere a questa domanda – o per meglio dire, avvicinarsi a una risposta non facile – l’orso bruno marsicano, sottospecie unica, fragile e simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), è da anni al centro di un monitoraggio scientifico. La metodologia considerata il “gold standard” per le stime di popolazione è rappresentata dal monitoraggio genetico, protagonista nei mesi scorsi del Progetto PNRR DigitAP, coordinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, i cui dati sono attualmente in fase di elaborazione. A questa metodologia, complessa e molto costosa sia in termini economici che di sforzo sul campo, il Parco affianca dal 2006 la conta delle femmine con piccoli dell’anno.

Questa specifica attività di campo si concentra tra la primavera e l’autunno ed è un’operazione tutt’altro che banale. Non si tratta di realizzare una somma dei singoli avvistamenti, bensì di incrociare con estremo rigore osservazioni dirette, rilievi mediante fototrappole, segnalazioni e dati da campioni biologici. La sfida principale è escludere doppi conteggi determinati dal fatto che gli orsi si spostino sul territorio, generando rischio di sovrapposizione.

Obiettivo finale è tradurre una serie di dati frammentari in una stima scientificamente solida. Il bilancio del 2025, appena reso noto dal Parco, restituisce un quadro incoraggiante che testimonia la stabilità del successo riproduttivo nel medio e lungo termine.

Nel 2025 16 nuovi cuccioli di orso marsicano

Nel dettaglio, il monitoraggio realizzato lo scorso anno ha portato a raccogliere, tra il 5 aprile e il 16 dicembre 2025, 62 avvistamenti di unità familiari nel territorio del Parco, nell’Area Contigua e nelle zone limitrofe. L’applicazione di rigidi criteri per evitare i sopracitati doppi conteggi ha permesso di identificare un numero minimo di 7 femmine con cuccioli dell’anno, per un totale di 16 piccoli nati, tra cui figura anche Nina, la piccola orfana salvata dal Parco e reimmessa in natura alle porte della stagione del letargo.

Il dato riproduttivo eguaglia quello del 2024, confermando la stabilità del trend. Il monitoraggio ha inoltre gettato luce sulla sorte dei nati nel 2024: dei 14 cuccioli iniziali, diventati almeno 12 a fine stagione, le osservazioni del 2025 ne hanno intercettati come superstiti almeno 7.

Un dato che conferma il fisiologico tasso di sopravvivenza al primo anno di vita, storicamente stimato intorno al 50%. Nascere è il primo passo, sopravvivere e crescere è la vera sfida, ricordano gli esperti del Parco.

Il caso di “Bambina” e la tutela oltre il Parco

Tra le storie emerse quest’anno, la più emblematica è quella di Bambina (siglata F21), una femmina avvistata con ben tre cuccioli. Il suo gruppo familiare ha percorso un’area straordinariamente vasta, muovendosi dall’Alto Sangro alla Marsica, spingendosi ben oltre i confini del Parco fino all’Alto Molise e alla Maiella orientale.

Questa vicenda dimostra concretamente che l’orso marsicano non conosce confini amministrativi e necessita di ampi spazi vitali. Proteggerlo, di conseguenza, non può essere un compito limitato al perimetro delle aree protette ma, come evidenziato dal PNALM, “significa soprattutto lavorare su un territorio più vasto, fatto di boschi, strade, aree agricole, corridoi ecologici, centri abitati e comportamenti umani”. Salvaguardare l’orso marsicano è un compito che “coinvolge anche tutti noi”.

Maggiori dettagli sullo stato di salute complessivo del plantigrado saranno raccolti nel prossimo Rapporto Orso, al quale il Parco sta lavorando proprio in queste settimane.

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