
A 4554 metri di quota, dove fino a pochi decenni fa il gelo era una presenza quasi costante anche in estate, il termometro ha superato i 2°C per due giorni consecutivi. È accaduto il 17 e il 18 giugno alla Capanna Regina Margherita, sul Monte Rosa, il rifugio più alto d’Europa e uno dei principali osservatori climatici dell’arco alpino.
Il dato potrebbe sembrare una semplice curiosità meteorologica. In realtà racconta molto di più. Perché quando temperature positive persistono a quote che sfiorano i 4600 metri significa che l’intera colonna d’aria sopra le Alpi è interessata da un’anomalia importante.
Negli stessi giorni lo zero termico si è mantenuto ben oltre i 4500 metri, una quota che fino a non molti anni fa rappresentava un valore eccezionale e che oggi compare con sempre maggiore frequenza nelle cronache meteorologiche alpine.
Capanna Margherita, sentinella del cambiamento climatico
La Capanna Margherita è diventata negli ultimi anni una sorta di sentinella del cambiamento climatico. I suoi strumenti registrano fenomeni che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati eccezionali. Nel settembre 2023 la stazione aveva fatto segnare quasi cinque giorni consecutivi senza rigelo, un evento che aveva attirato l’attenzione di climatologi e glaciologi. Oggi, a distanza di pochi anni, un nuovo episodio di caldo anomalo riporta l’attenzione su ciò che sta accadendo alle quote più elevate delle Alpi. Un dato che tra l’altro arriva a meno di un mese dall’ultima importante anomalia. Lo scorso maggio infatti, sempre a Capanna Margherita, si sono registrati i +2,7 °C.
Le conseguenze non riguardano soltanto i ghiacciai. L’aumento delle temperature modifica la stabilità delle montagne stesse. Il permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato che per secoli ha agito come una sorta di “collante” naturale nelle pareti più elevate, continua a degradarsi. Quando questo equilibrio viene meno aumentano i crolli rocciosi, cambiano le condizioni degli itinerari alpinistici e si riducono le finestre stagionali considerate sicure per affrontare alcune ascensioni.
Negli ultimi anni il Monte Bianco, il Cervino e lo stesso massiccio del Monte Rosa hanno conosciuto chiusure temporanee di vie normali, modifiche agli accessi e un incremento dei fenomeni di instabilità legati alle alte temperature.
Temperature sopra la media e inizio d’estate anticipato
Il dato registrato alla Capanna Margherita arriva inoltre in un momento particolarmente delicato. Nelle ultime settimane le Alpi occidentali hanno vissuto un inizio d’estate anticipato, con temperature superiori alla media e condizioni che favoriscono una rapida fusione della neve residua accumulata durante l’inverno.
Per chi frequenta la montagna il messaggio è chiaro: il cambiamento climatico non è più soltanto una questione di grafici o statistiche. Si manifesta lungo i sentieri, sulle vie alpinistiche, nei ghiacciai che arretrano e persino nei termometri installati sulle vette più alte. Anche a 4554 metri, dove il freddo sembrava una certezza, il caldo sta diventando una presenza sempre più familiare.