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Il Parco delle Foreste Casentinesi replica alle polemiche sul regolamento: “Nessuna nuova diga”

I chiarimenti arrivano dalla presidente facente funzione Claudia Mazzoli, che smentisce categoricamente l'ipotesi di nuovi sbarramenti all'interno dell'area protetta.

“Nessuna nuova diga sorgerà all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi”. Con queste parole, la presidente facente funzione dell’Ente, Claudia Mazzoli, interviene per fare chiarezza sulla polemica sorta nei giorni scorsi attorno al capitolo 9 della bozza del nuovo regolamento del Parco, attualmente in fase di consultazione pubblica, dedicato al “Regime delle Acque”.

Al centro del dibattito delle ultime settimane vi sono le contestazioni riguardanti, nello specifico, l’articolo 48 del documento, relativo alle opere di captazione idrica. Sul tema è intervenuto anche l’ex presidente dell’area protetta, Enzo Valbonesi, che attraverso una lettera aperta ha espresso forte allarme, paventando il rischio che la nuova formulazione possa aprire la strada alla realizzazione di nuove condotte di grande derivazione idrica all’interno dei confini del Parco. 

Il Parco: “Diffuse informazioni false e catastrofiche”

Il Parco ha diffuso in replica alle accuse un comunicato, attraverso il quale la Presidenza respinge categoricamente le ricostruzioni circolate, definendole prive di fondamento e “catastrofistiche”. Dal punto di vista prettamente tecnico e normativo, viene sottolineato come il testo dell’articolo in discussione faccia riferimento esclusivo a derivazioni senza accumulo, formulazione che esclude la possibilità di realizzare bacini artificiali o laghi.

Vengono in tal modo smentite le “assurde” ipotesi circolate “di nuove dighe o grandi derivazioni nel Bidente di Pietrapazza”. Voci che, come tiene a chiarire la Presidente Mazzoli, “provengono da associazioni e singoli che hanno scelto di non partecipare alle numerose riunioni pubbliche sul tema organizzate dall’Ente Parco”.

Parole da cui emerge forte sconcerto per le modalità con cui è stata sollevata la protesta, avviata in maniera mediatica nonostante la disponibilità di canali istituzionali di confronto. Il Parco ha di fatto attivato un articolato percorso partecipativo, che prevede incontri pubblici in presenza sul territorio sia sessioni online via webinar, mirato a raccogliere osservazioni e proposte sulla bozza, prima dell’adozione definitiva di quello che è uno strumento normativo centrale per definire principi e regole sulle attività consentite all’interno del Parco”.

Un regolamento nel rispetto della legge

Il comunicato del Parco chiarisce che la bozza di regolamento si muove rigorosamente nel solco della legislazione nazionale vigente (la Legge Quadro sulle aree protette, n. 394/91) e delle norme dello stesso Piano del Parco. Gli unici interventi eventualmente ammissibili riguarderebbero l’adeguamento, il potenziamento o l’integrazione di sistemi idrici già esistenti e destinati all’uso idropotabile, sempre subordinati a una preventiva valutazione di compatibilità ambientale da parte degli uffici tecnici dell’Ente.

Ogni eventuale intervento – precisa la Presidente Mazzoli – dovrà rispettare i vincoli previsti sul rilascio del Deflusso Ecologico che rappresenta uno degli strumenti di tutela ambientale più rigorosi previsti dalla normativa”, aggiungendo che è dovere dell’Entedifendere la correttezza dell’informazione e la trasparenza del percorso amministrativo, soprattutto con riferimento a polemiche che risultano prive di basi scientifiche, tecniche e persino politiche.”

L’invito rivolto in chiusura di nota alla collettività è di partecipare agli incontri programmati, al fine di “contribuire in modo costruttivo a un percorso che riguarda il futuro dell’area protetta”.

“Il confronto è sempre benvenuto quando si fonda sui fatti e sulla conoscenza dei documenticonclude la Presidente – , mentre non possiamo accettare che vengano diffuse informazioni non corrispondenti alla realtà che rischiano soltanto di creare allarmismi ingiustificati tra cittadini e comunità locali. Il nostro Ente sarà chiamato a tutelare la propria immagine e la correttezza dell’informazione qualora dovesse proseguire la diffusione di notizie false e diffamatorie”.

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