
Attorno al mondo della montagna e dei piccoli comuni si è sviluppata negli ultimi anni – complice la pandemia, con la scoperta dello smart working e della voglia di fuggire dai ritmi e dall’aria pesante delle grandi città – una visione un po’ troppo romanzata della vita in quota. Scegliere di restare, tornare o andare a vivere in un comune montano è, nella maggioranza dei casi, una vera e propria sfida.
Al di là dell’idillio paesaggistico, si riscontrano quotidianamente su Alpi e Appennino carenze più o meno gravi di servizi essenziali: trasporti inefficienti, presidi sanitari ridotti all’osso, scuole a rischio chiusura. A questi storici disagi si associa un altro problema strutturale che, sebbene non catalogato come servizio essenziale, va inevitabilmente a gravare su questi e sulla sicurezza stessa dei cittadini: la copertura telefonica e internet.
Un lusso per chi cerca il “detox” e l’isolamento temporaneo, un limite severo e penalizzante per chi in quella montagna ci vive, ci cresce e ci lavora. La dimostrazione lampante di questo cortocircuito arriva dal Molise, dal comune di Forlì del Sannio (IS), alle prese da due settimane con l’assenza di copertura telefonica e di rete. Una situazione insostenibile che ha spinto l’amministrazione comunale a far sentire la propria voce.
Due settimane di isolamento a Forlì del Sannio
Situato a una quota media di 610 metri, non lontano dal confine abruzzese, Forlì del Sannio si trova da 15 giorni ad affrontare una situazione limitante, per chi vive e lavora nel centro abitato: l’assenza di rete internet e telefonica. Il Comune ha diffuso una nota ufficiale, condivisa dalle testate locali, per denunciare il problema.
“Il Comune di Forlì del Sannio ritiene utile denunziare un grave disservizio che si sta verificando nel proprio centro urbano. Il giorno 03/06/2026 si è verificato un guasto ad un ‘armadio-centralina’ della Società ‘Fibercop S.p.A.’ posta a Piazza Municipio. In seguito a tale guasto si è interrotta la rete internet e la rete telefonica per un’ampia zona del centro abitato, zona in cui ricade anche la Sede Municipale”.
A distanza di quindici giorni dal guasto, tra rassicurazioni e solleciti, l’azienda non ha ancora ripristinato le linee. Il blocco sta paralizzando la macchina amministrativa e mettendo a rischio la pubblica incolumità. Come sottolinea l’ente nella sua nota: “A ben QUINDICI giorni dal guasto la Società soprannominata, benché abbia più volte assicurato intervento di riparazione e sia stata sollecitata anche dalla Prefettura di Isernia interessata da questo Ente, ancora non ha proceduto a ripristinare il servizio, ciò sta causando gravissimi danni per gli utenti ed in modo particolare per il Comune i cui uffici risultano isolati, sia per la rete internet che telefonica, con conseguenti gravi difficoltà per il corretto funzionamento della macchina amministrativa.”
Il Comune evidenzia che la mancanza di rete sta penalizzando la popolazione, prevalentemente anziana, determinando uno stato di “pericolo per la sicurezza della cittadinanza stessa essendo impossibile comunicare anche in caso di urgenze di qualsiasi tipo (sanitarie, pubblica incolumità ecc.).”
“Risulta certamente incomprensibile come nel 2026 ancora possano avvenire disservizi così gravi – conclude amaramente l’Amministrazione – . Si parla sempre più di digitalizzazione, informatizzazione e poi per un banale guasto in una centralina si resta per ben quindici giorni, ad oggi, senza alcun collegamento e senza avere alcuna certezza sul ripristino del normale funzionamento”.
Il Digital Divide e la battaglia di Uncem
Se a Forlì il problema è temporaneo e risolvibile, ci sono ampie aree dell’Italia montana per le quali la problematica della mancanza di una copertura stabile di rete mobile è una costante. Una vera emergenza nazionale che Uncem (Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani) denuncia da tempo, con il supporto di dati raccolti attraverso una mappatura del segnale mobile, avviata nel 2019.
L’Unione ha rilanciato nei mesi scorsi la raccolta di segnalazioni, proprio per dare voce a quel “pezzo di Paese che non riesce a telefonare, mandare messaggi e navigare nelle zone alpine e appenniniche”. Dall’Uncem ricordano che il problema è “di tutta l’Italia, non solo delle aree interne e montane”.
A seguito della prima mappatura, parte dei problemi segnalati è stata risolta. Un buon segnale, che invita a non fermarsi. “Le imprese hanno pianificato investimenti che si stanno concretizzando. Dove non arrivano le imprese private, deve intervenire lo Stato con investimenti pubblici. Nessuno però deve voltarsi dall’altra parte. Il digital divide parte dalle reti mobili ed è un problema serio”.
L’obiettivo dell’Uncem è sollecitare l’impegno di istituzioni e operatori privati nel colmare queste lacune, non focalizzando l’attenzione solo sulle tratte ferroviarie principali o sulle aree metropolitane ma estendendo lo sguardo a tutto lo Stivale. “Serve un piano nazionale per coprire tutte le aree montane. Tutta l’Italia, anche quella più interna, remota, rurale, impervia.”