
Ranger. Il nome evoca immediatamente gli sconfinati spazi di Yellowstone o dello Yosemite e l’immagine di guardiani della natura degli USA. Ma quest’estate, per incontrare un ranger non servirà volare negli Stati Uniti: basterà frequentare i sentieri, i laghi e i passi più battuti del Trentino-Alto Adige. Da metà giugno a metà settembre, infatti, il territorio dolomitico vedrà il debutto e il consolidamento di queste figure, nate con un obiettivo chiaro: contrastare l’impatto di un turismo poco consapevole e, talvolta, distruttivo.
La filosofia alla base dell’operazione è semplice ed efficace: combattere l’inciviltà e promuovere l’educazione del turista, giocando su cultura e dialogo. Un presidio gentile ma fermo, per spiegare ai visitatori il valore della montagna.
I ranger della Val di Fassa
In Trentino la novità assoluta si chiama Fassa Rangers, un’iniziativa promossa dall’Azienda per il Turismo della Val di Fassa Soc. Coop. Per trovare i profili giusti, nei mesi scorsi l’ApT aveva lanciato un bando mirato, puntando non solo sulla passione per la montagna e sullo spirito di adattamento, ma soprattutto sulle doti comunicative e relazionali. L’obiettivo era chiaro: selezionare persone capaci di trasmettere il rispetto per il territorio attraverso l’esempio positivo, l’ascolto, “uno sguardo attento, una voce gentile”.
Il progetto pilota vedrà sul campo nell’estate 2026 – da giugno a settembre – due operatori: Carolina Chenetti e Marco Mazzel, che presidieranno quotidianamente il territorio: i cinque passi dolomitici della valle (Sella, Pordoi, Fedaia, Costalunga e San Pellegrino) e alcune delle mete escursionistiche più affollate, come Fuciade, la Val Duron e la Val San Nicolò.
I ranger fassani forniranno assistenza ai visitatori, supportandoli nella scelta degli itinerari più adatti alle proprie capacità e promuovendo il rispetto dell’ambiente. Accanto all’accoglienza, svolgeranno anche un importante ruolo di monitoraggio del territorio, controllando ad esempio le aree di sosta per arginare il campeggio non autorizzato e l’abbandono dei rifiuti. L’attività dei ranger si affiancherà agli info point estivi e ai sensori digitali che la valle usa già per mappare i flussi turistici e intervenire ove necessario per migliorarne la gestione.
In sintesi dovranno essere presenti nei punti chiave, fare da punto informativo, sensibilizzare a un comportamento corretto nei boschi e promuovere il rispetto dell’ambiente, raccogliendo al contempo segnalazioni e feedback utili. Non controllori, quindi, ma un presidio attivo, un facilitatore e un esempio positivo.
Alto Adige: quindici ranger uniti da un’unica divisa
Anche in Alto Adige l’estate 2026 segna il debutto ufficiale del progetto pilota “Südtirol Alto Adige Ranger”, basato su esperienze realizzate negli anni scorsi in aree altamente turistiche, come Braies, Val Gardena, Funes e Alta Badia. In totale saranno 15 gli operatori in servizio, assunti dalle organizzazioni turistiche locali in collaborazione con i Comuni e dal Geoparc Bletterbach.
Riconoscibili grazie a una divisa uguale su tutto il territorio, saranno presenti in luoghi ad alto afflusso come il Lago di Braies, il Seceda, i passi dolomitici, la chiesetta di Ranui e Santa Maddalena di Funes, l’Alpe di Siusi, il Lago di Carezza e la gola del Bletterbach.
Per prepararli al meglio, è stato organizzato un corso di formazione di due giorni e mezzo in cui i partecipanti hanno acquisito conoscenze di base sulle regole di comportamento in natura e nell’ambiente, sulle aree protette e sulle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO. Il programma ha toccato anche nozioni di meteorologia, problematiche ambientali come il bostrico e la processionaria, e soprattutto focus dedicati alla comunicazione e alla gestione dei conflitti.
Come evidenziato dall’assessore provinciale alla Tutela della natura Peter Brunner, l’afflusso di visitatori e le relative sfide sono aumentati notevolmente: in questo contesto i ranger sensibilizzeranno sul posto e contribuiranno alla tutela del paesaggio, collaborando con il Servizio forestale della Provincia.
L’iniziativa si muove strategicamente al di fuori delle aree protette. I “Südtirol Alto Adige Ranger” non vanno infatti confusi con i tradizionali Ranger dei parchi naturali dell’Alto Adige, altra iniziativa apprezzata, che consente annualmente di prendere servizio come addetti alle aree protette a tempo pieno da luglio fino a settembre. La nuova squadra di ranger nasce proprio per presidiare il territorio non protetto, dove la pressione turistica è più forte e dove il dialogo e le buone maniere possono fare la differenza.