Montagna.TV

Insegue un orso e pubblica il filmato: il caso di Oga

Un automobilista ha seguito e filmato un orso tra le vie di Oga, in Valtellina. Se il Parco dello Stelvio ricorda i comportamenti da tenere per la sicurezza e il benessere dell'animale, dal mondo politico e ambientalista arriva una ferma condanna per il gesto.

È notte a Oga, una piccola frazione del comune di Valdisotto, in provincia di Sondrio. Tra i vicoli silenziosi e deserti del paese fa la sua comparsa un orso bruno. All’improvviso i fari di un’auto tagliano il buio: un automobilista nota il grande plantigrado e, anziché fermarsi, lo segue per centinaia di metri, prima che il plantigrado riesca ad allontanarsi dal centro abitato.

Il video di quegli istanti, ripreso con lo smartphone dall’automobilista stesso e pubblicato in rete, ha scatenato un immediato effetto domino sui social, sollevando un’ondata di polemiche. Un episodio che evidenzia come, nonostante i costanti sforzi e le campagne per educare a una corretta convivenza con la fauna selvatica, l’impegno per la sensibilizzazione fatichi ancora a raggiungere in modo capillare tutti i cittadini.

Uomo e orso: le 3 regole del Parco dello Stelvio

A seguito del diffondersi della notizia, la direzione del Parco Nazionale dello Stelvio ha confermato la segnalazione della presenza dell’orso a Oga, precisando che la zona rappresenta un noto corridoio di transito utilizzato periodicamente dagli animali in fase di dispersione alla ricerca di nuovi territori o partner.

Per prevenire incidenti e garantire il benessere dell’animale e l’incolumità pubblica, l’Ente Parco ha colto l’occasione per ribadire tre regole fondamentali di comportamento:

  • Rimuovere le fonti di cibo accessibili dall’esterno: rifiuti, cibo per animali domestici e qualsiasi altro attrattore alimentare. Gli animali in dispersione, spesso giovani e inesperti, sono particolarmente sensibili a questi richiami.
  • Non seguire l’animale con il veicolo: l’inseguimento genera stress e può provocare reazioni imprevedibili.
  • Non avvicinarsi per scattare foto o riprese: mantenere sempre una distanza di sicurezza per non stressare l’animale e non generare situazioni potenzialmente disagevoli

“Questi comportamenti fanno la differenza”, spiega il Parco, evidenziando l’importanza di garantire che la presenza dei selvatici in aree abitate resti temporanea, “per la sicurezza dell’animale e per non creare disagio alla popolazione, e questo può avvenire se l’animale non trova motivi per fermarsi”.

Le reazioni della politica e del mondo ambientalista

In caso di avvistamento di un orso, è facile che le regole comportamentali possano sfuggire di mente, ma una cosa è certa: inseguirlo è una scelta da condannare. La vicenda di Oga ha inevitabilmente sollevato un’ondata di aspre critiche sul fronte politico e da parte delle associazioni animaliste.

L’onorevole Michela Vittoria Brambilla è intervenuta duramente tramite i propri canali social, definendo l’autore del filmato un “delinquente”, autore di “un comportamento gravissimo che provoca stress e sofferenza ad un animale selvatico e che mette a rischio la sicurezza di tutti”. L’onorevole ha inoltre sottolineato come il concetto di maltrattamento includa anche la sottomissione degli animali a stati di forte paura e stress psicofisico e che “la Legge Brambilla ha rafforzato la tutela degli animali, riconoscendoli come esseri senzienti e prevedendo pene più severe per chi li maltratta e aggravanti quando i fatti vengono ripresi e diffusi attraverso il web o i social network.”

“Per ottenere qualche visualizzazione in più non si può mettere a repentaglio il benessere degli animali –commenta l’Onorevole – . La fauna selvatica va osservata da lontano, senza interferire con i suoi comportamenti naturali.”

Il post annuncia l’intenzione di LEIDAA (Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente) di agire per vie legali, affinché il responsabile venga identificato e sanzionato.

Sulla stessa linea di ferma condanna si sono espresse diverse sigle del mondo ambientalista. La sezione ENPA di Rovereto ha manifestato vivo disappunto per la totale inosservanza delle disposizioni istituzionali da parte di ignoranti – che ignorano le minime regole da osservare in presenza degli orsi e che ignorano (o se ne infischiano) delle indicazioni emanate dagli enti preposti”, rimarcando come simili “bravate” mettano a repentaglio non solo la sicurezza del plantigrado, ma anche quella di eventuali ignari automobilisti o passanti che avrebbero potuto incrociare la traiettoria di un animale in fuga a forte velocità.

“Siamo di fronte a un episodio gravissimo – il commento dell’Avv. Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale OIPA Italiache mostra una totale mancanza di rispetto per la dignità e per la vita di quest’orso. L’OIPA procederà per la tutela dei diritti violati, essendo questa una forma di maltrattamento ai danni di un animale che, oltre tutto, appartiene a una specie selvatica protetta”.

Exit mobile version