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5 itinerari italiani dove l’arte incontra la natura

Cinque percorsi lungo lo Stivale per scoprire, a passo lento, come la creatività umana possa dialogare con la bellezza della natura montana.

Con l’inizio dell’estate, restare a casa nelle giornate libere diventa quasi una sofferenza. Si fa sentire più forte, e decisamente più esteso, il richiamo della montagna e degli spazi aperti. È un desiderio che contagia anche chi non si sente un “conquistatore di cime” e non ama la performance sportiva, ma ricerca piuttosto la tranquillità e profondità di un’esperienza lenta. È il momento perfetto per immergersi nell’arte: sia in quelle forme che la natura stessa, tra intrecci di rami, foglie e biodiversità, è in grado di regalare, sia in quell’arte che vede la mente e la mano umana come artefici.

In Italia ci sono molteplici destinazioni lungo tutto lo Stivale che offrono la possibilità di scoprire sculture e installazioni mescolate armoniosamente con il mondo verde. Ne abbiamo selezionate per voi cinque, perfette per una fuga rigenerante.

ARTEPARCO (Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise)

Le Foreste Vetuste del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, riconosciute nel 2017 come patrimonio UNESCO, “nascondono” da alcuni anni delle opere d’arte contemporanea, da scoprire con sguardo attento e passi lenti. Nei pressi di Pescasseroli, il comune che ospita la sede legale e la direzione del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), si sviluppa “ARTEPARCO”, un progetto di arte sostenibile nell’ambito del quale, ogni anno, un artista diverso viene invitato a immergersi tra i faggi secolari e a lasciarsi ispirare dalla natura per realizzare un’opera da inserire nella cornice delle foreste vetuste, utilizzando esclusivamente materiali ecologici.

Arte Sella (Trentino)

Nata nel 1986 dalla volontà di tre amici di Borgo Valsugana, animati dalla passione comune per l’arte e dall’amore per la valle, Arte Sella è un laboratorio creativo unico al mondo in cui l’installazione dialoga con i cicli vitali della natura. Il punto di partenza storico è Villa Strobele, dove Arte Sella ha avuto origine: dal 2016 il suo giardino ospita un percorso accessibile di 500 metri tra le opere di architetti di fama internazionale (come Kuma e Boeri). Dalla Villa i visitatori possono scegliere di raggiungere l’Area di Malga Costa – l’ampio parco che accoglie le opere più monumentali come la celebre Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri – percorrendo il sentiero Montura, una piacevole passeggiata tra viali alberati e prati fioriti arricchiti da sculture. Notizia eccellente per l’estate 2026, anno del quarantennale dell’associazione, è che a questo tracciato si affianca finalmente la tanto attesa riapertura del Sentiero ArteNatura: lo storico e suggestivo collegamento nel bosco, gravemente danneggiato dalla tempesta Vaia nel 2018, torna così a essere interamente percorribile.

SMACH (Alto Adige)

Nello scenario monumentale delle Dolomiti, tra i territori di Badia e San Vigilio di Marebbe, l’arte si fa globale per farsi contemplare a passo lento. SMACH è una Biennale internazionale di arte pubblica che ad ogni edizione lancia una sfida a creativi di tutto il mondo attorno a un tema specifico. Il richiamo attira una vasta comunità di artisti internazionali, le cui proposte vengono accuratamente vagliate e selezionate da una giuria di professionisti del settore. Nei mesi di luglio e agosto, i progetti vincitori prendono vita sotto forma di suggestive installazioni en plein air. Camminare tra questi sentieri della Val Badia significa imbattersi in un dialogo intimo tra la provocazione dell’arte contemporanea e la solennità del paesaggio alpino.

Il Sacro Bosco di Bomarzo (Lazio)

Conosciuto anche come Parco dei Mostri, per la presenza di sculture grottesche in un paesaggio surreale, il Sacro Bosco di Bomarzo è il più antico parco di sculture del mondo moderno. Voluto a metà del XVI secolo dal signore di Bomarzo Pier Francesco “Vicino” Orsini, il bosco è un unicum nel suo genere, un giardino ribelle, che si sviluppa in netta antitesi con la compostezza geometrica dei classici giardini all’italiana. Orsini fece scolpire le rocce vulcaniche direttamente sul posto, animandole con forme di creature mitologiche, sfingi e orchi. Svincolate da rapporti proporzionali, le sculture incarnano il gusto manierista per il bizzarro, creando un labirinto di silenzi e allusioni. Un luogo intriso di mistero e magia.

Il Bosco di Quercus in Valcamonica (Lombardia)

Spostandosi tra le montagne bresciane, nel Bosco del Cerreto che si sviluppa al di sopra del borgo di Bienno (BS), l’arte ambientale sposa la dimensione fiabesca. Il Bosco di Quercus appare come un percorso tematico che inizia dall’ingresso di San Pietro in Vincoli a Bienno e si caratterizza per la presenza di installazioni, nate dall’estro di Daniela Gambolò e Alberto Dalla Valle Art (Borgo degli Artisti Bienno) e realizzato insieme al Comune di Bienno, al CAI e all’Associazione MTB Valcamonica. Il viaggio attraversando un portale, che introduce i visitatori a un libro sorretto da una ruvida mano di roccia: invito esplicito a usare la fantasia. Il sentiero si sviluppa su tre livelli a salire, lungo il quale si possono scoprire creature realizzate con materiali del territorio: legno, pietra e ferro. Lungo il cammino si incontra Quercus, il saggio spirito protettore del bosco adagiato su un albero, che dà il nome all’itinerario, fino a raggiungere la cima dove troneggia Rocco, un monumentale gufo gigante in legno che funge da terrazza panoramica sulla valle.

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