
Una nuova sfida sugli sci attende Andrzej Bargiel. Lo scialpinista polacco, autore di alcune delle più straordinarie discese mai realizzate sugli Ottomila, è partito in questi giorni per il Pakistan dove tenterà di aggiungere il Nanga Parbat al suo progetto “Hic Sunt Leones”, l’ambizioso programma che da diversi anni lo vede impegnato nella salita e discesa con gli sci delle montagne più alte del Pianeta.
Ad accompagnarlo ci sarà una squadra ormai collaudata. Del supporto alpinistico si occuperanno Janusz Gołąb e Dariusz Załuski, mentre la documentazione dell’impresa sarà affidata all’operatore drone Jakub Gzela, al videomaker Pasang Rinzee Sherpa e al fotografo Bartłomiej Pawlikowski.
Un progetto iniziato nel 2013
“Hic Sunt Leones”, espressione latina che significa “Qui ci sono i leoni”, prende il nome dalle antiche mappe che indicavano in questo modo i territori sconosciuti. Bargiel lo ha lanciato nel 2013 con l’obiettivo di esplorare i limiti dello sci d’alta quota sugli Ottomila, privilegiando uno stile leggero e senza l’impiego di bombole di ossigeno, seppur supportato da una grande logistica.
Nel corso degli anni il progetto ha portato alla realizzazione di alcune discese che hanno segnato la storia dello sci estremo moderno. Dopo la Shisha Pangma nel 2013 e il Manaslu nel 2014, Bargiel ha sciato il Broad Peak nel 2015, diventando il primo a completarne la discesa integrale dalla vetta.
L’impresa che lo ha consacrato a livello mondiale è però arrivata nell’estate del 2018, quando è diventato il primo uomo nella storia a scendere con gli sci dal K2. Un risultato che molti consideravano impossibile e che ancora oggi rappresenta una delle più grandi realizzazioni dello sci estremo.
Negli anni successivi sono arrivati altri successi importanti in Karakorum, culminati nel 2023 con le discese del Gasherbrum II e del Gasherbrum I. Con queste salite Bargiel è diventato il primo uomo a sciare tutti e quattro gli Ottomila del Karakorum: K2, Broad Peak, Gasherbrum I e Gasherbrum II.
Più recentemente il polacco ha aggiunto un altro capitolo alla sua straordinaria carriera con la discesa dell’Everest.
La sfida del Nanga Parbat
Con i suoi 8126 metri, il Nanga Parbat è una montagna da record. Presenta versanti enormi, con pareti che superano anche i quattromila metri di dislivello. La montagna è già stata sciata in passato, ma rimane uno degli Ottomila più complessi da affrontare con gli sci. Per Bargiel rappresenta un tassello importante nella costruzione di un progetto che, anno dopo anno, sta ridefinendo i confini dello sci estremo sugli Ottomila.
Nelle prossime settimane il team raggiungerà il campo base e inizierà la fase di acclimatamento. Solo allora sarà possibile capire se le condizioni della montagna permetteranno a Bargiel di tentare la salita e poi la discesa con gli sci.