
“Vergogna al rifugio”. Inizia così lo sfogo pubblicato sui social dai gestori del Rifugio Dante Livio Bianco, nelle Alpi Marittime, dopo aver trovato il bivacco invernale in condizioni deplorevoli.
All’apertura della struttura in vista della stagione estiva, lo staff racconta di essersi trovato di fronte a uno scenario fatto di disordine, arredi abbandonati a terra e materiale indispensabile scomparso. Dal locale invernale, utilizzato dagli escursionisti durante i periodi di chiusura del rifugio, sono infatti stati rubati coperte, cuscini, coprimaterassi e viveri in scatola.
La denuncia è arrivata direttamente dai canali social del rifugio: “Vogliamo ringraziare di cuore tutti i ‘fruitori’ del nostro amato bivacco invernale che si comportano come se fossero a casa loro (se casa loro fosse una discarica). Ma la vera chicca? Il furto di coperte, cuscini, coprimaterassi e viveri in scatola. È scandaloso che in una struttura alpina, pensata per la sicurezza di tutti, ci sia chi si appropria del materiale essenziale, lasciando tutto nel caos più totale“.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, oltre ai furti i gestori hanno trovato sedie e sgabelli rovesciati e il locale in uno stato di forte incuria.
Il fatto assume un significato particolare perché il bivacco invernale rappresenta un presidio di sicurezza per chi frequenta la montagna fuori dalla stagione di apertura del rifugio. La struttura dispone infatti di tredici posti letto ed è accessibile tutto l’anno, offrendo riparo in caso di maltempo, emergenza o necessità agli escursionisti che attraversano il Vallone della Meris e l’area del Lago Sottano della Sella.
A esprimere amarezza è stato Lorenzo Cavallo, attuale gestore del rifugio insieme a Emanuele Bella e Ilenia Gola. A La Stampa ha raccontato come il precedente gestore li avesse messi in guardia rispetto a piccoli episodi di inciviltà nel locale invernale, ma che un gesto di questa portata “va oltre ogni immaginazione”.
Dopo aver ripristinato il locale, il rifugio si prepara comunque ad avviare la stagione estiva con numeri incoraggianti. Le prenotazioni risultano in forte crescita rispetto allo scorso anno e molti fine settimana di luglio e agosto sono già esauriti.
Resta però l’amarezza per un episodio che colpisce uno dei principi non scritti della frequentazione della montagna: lasciare i bivacchi e i rifugi meglio di come li si è trovati. Una regola di buon senso che, nelle strutture non custodite e sempre aperte, rappresenta anche una forma di rispetto verso chi potrebbe averne bisogno nei momenti più difficili.