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5 itinerari per riscoprire i sapori semplici della montagna

Un viaggio tra malghe, alveari, caseifici e orti eroici, lungo sentieri dove la fatica dell'uomo e la natura incontaminata custodiscono filiere pure e sapori d'altri tempi.

Il 7 giugno si celebra la Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare, una ricorrenza che sembra rimandare, a primo impatto, a freddi laboratori e burocratiche etichette. Eppure, esiste un luogo dove la sicurezza alimentare è da sempre sinonimo di purezza: la montagna. Lassù, i sapori semplici sono custodi di un equilibrio fragile, che va preservato in un mondo che cambia, che corre e che purtroppo si contamina anche a distanza di centinaia di chilometri dalle sorgenti d’inquinamento.

La montagna è una terra che, per secoli, ha visto l’uomo collaborare con la natura per sviluppare filiere virtuose di produzione primaria: dal miele ai formaggi, fino all’agricoltura eroica. Un mondo che oggi resiste e chiede aiuto. Un aiuto che non va inteso come un mero supporto economico, ma come un impegno personale per salvaguardare quella natura che rende possibile l’esistenza delle filiere. Scegliere tali realtà significa fare una scelta di campo in un presente dominato dal fast food, dalle grandi catene di distribuzione e dai prodotti standardizzati del mercato globale.

Sfruttiamo questa giornata come scusa per metterci in cammino, alla scoperta dei luoghi in cui queste attività produttive ancora sopravvivono. Terre di pastori, casari, apicoltori ed agricoltori, che sono sinonimo di fatica, e come tali è bene raggiungere a passo lento, senza motore, senza fretta, nel pieno rispetto dell’ambiente e dei ritmi della montagna.

Il miele della Val di Sole (Trentino)

Tra i tanti nettari prodotti dalle api – preziose sentinelle della salute del pianeta – il miele di rododendro è una rarità d’alta quota. Prodotto sopra i 1.200 metri, è un miele chiarissimo, dal sapore delicato e floreale. Per scoprirlo, la meta ideale è la Val di Sole (TN), in Trentino. Una valle in cui sono attivi oltre 140 piccoli apicoltori, riuniti in un’Associazione che ne sostiene e promuove l’attività. Il suggerimento è di partire a piedi dal borgo di Croviana, sede del MMAPE (Mulino Museo dell’Ape), e da lì addentrarsi lungo i sentieri che salgono verso i piccoli nuclei abitati della valle o inoltrarsi nella selvaggia Val di Rabbi. Camminando a passo lento tra boschi di larici e prati montani, è possibile raggiungere i laboratori e i punti vendita dei piccoli apicoltori locali.

Il latte crudo sull’Altopiano di Asiago (Veneto)

In malga la filiera si misura in centimetri: l’erba fresca dei pascoli diventa latte e il latte diventa formaggio nel giro di una sola mattina. L’Altopiano di Asiago, in Veneto, custodisce la più alta densità di malghe d’Europa ed è il luogo ideale per scoprire la purezza del formaggio a latte crudo. Il suggerimento è di puntare la bussola verso la zona di Caltrano (VI). Da qui è possibile imboccare a piedi il celebre Giro delle Malghe, un itinerario ad anello che si snoda su strade sterrate e pascoli aperti. Camminando a passo lento tra i campanacci delle mucche e il profumo del siero di latte, si possono raggiungere strutture storiche come Malga Carriola o Malga Serona, in cui i casari operano ancora “come si faceva una volta”.

L’Agricoltura biologica in Val di Gresta (Trentino)

Coltivare ortaggi in quota, dove il clima rigido limita naturalmente i parassiti senza il bisogno di pesticidi, è un vero atto di amore e resistenza. La Val di Gresta è riconosciuta a tutti gli effetti come l’orto biologico del Trentino: una terra che si trova a pochi chilometri dal Lago di Garda, ma che sembra un altro mondo. Il suggerimento per esplorarla è percorrere a piedi i sentieri storici che collegano i paesi di Ronzo-Chienis (TN) e Valle San Felice. Camminando a passo lento lungo i terrazzamenti sostenuti da storici muretti a secco, attraverserete campi di patate di montagna, carote e verze, potendo raggiungere i piccoli punti vendita delle aziende agricole locali.

Il Caciocavallo in Alto Molise

In Alto Molise, uno dei prodotti più iconici legati alla tradizione millenaria della transumanza è il caciocavallo. Qui la sicurezza alimentare segue i ritmi dell’allevamento estensivo, con gli animali liberi di pascolare nei prati scegliendo quali erbe brucare. Il suggerimento per toccare con mano questa realtà è infilare gli scarponi nel borgo di Vastogirardi (IS), punto di partenza per un facile e spettacolare trekking lungo il celebre Tratturo Castel di Sangro-Lucera, l’antica via verde dei pastori. Camminando a passo lento su questo tappeto d’erba millenario, si attraversa un paesaggio fatto di boschi e pascoli aperti fino a raggiungere il borgo di Carovilli (IS): è qui, tra le botteghe e i caseifici artigianali del paese, che è possibile assaggiare un formaggio dal sapore autentico e antico.

Lo Zafferano DOP di Navelli (Abruzzo)

Lo Zafferano dell’Aquila DOP è un miracolo di purezza che si deve interamente al lavoro manuale: ogni singolo stimma viene raccolto e lavorato a mano, senza l’aiuto di macchinari o diserbanti chimici. La culla di questo prezioso “oro rosso” è l’Altopiano di Navelli (AQ), in Abruzzo. Il suggerimento per scoprire questa eccellenza è mettersi in cammino tra il borgo medievale di Navelli e la frazione di Civitaretenga. Camminando sui sentieri che tagliano l’altopiano, tra muretti in pietra e campi che in autunno si colorano del viola dei fiori di croco, si possono raggiungere le piccole cooperative e i produttori locali della preziosa spezia.

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