
La spedizione italiana composta dai Ragni di Lecco Matteo Della Bordella e Giacomo Mauri, dall’alpinista veneto Mirco Grasso e dal lombardo Luca Ducoli è entrata nel vivo. Dopo aver lasciato Skardu, cittadina nel nord est del Paese, porta di accesso alle grandi montagne del Karakorum, i quattro hanno raggiunto il campo base del K7 trovando condizioni decisamente invernali, con circa mezzo metro di neve fresca.
Raggiungere il campo base con queste condizioni non è stato affatto semplice, sottolineano gli alpinisti nel loro aggiornamento: “Un arrivo tutt’altro che semplice, reso possibile soprattutto grazie al lavoro incredibile dei portatori“ spiegano. “Hanno trasportato fino a 25 chili di materiale a testa lungo il trekking di avvicinamento, spesso con scarpe consumate e poco adatte a queste condizioni. A loro va il nostro più sincero ringraziamento“.
Il Sulu Peak
Una volta raggiunto il campo base, la prima giornata è stata dedicata ai lavori necessari per rendere operativa la struttura: spalare la neve, organizzare il materiale e prepararsi alle successive rotazioni di acclimatamento.
L’obiettivo scelto per questa prima fase è stato il Sulu Peak, montagna di 6050 metri situata nelle vicinanze del massiccio del K7. In tre giorni gli alpinisti hanno risalito più volte un lungo canalone innevato fino a raggiungerne la vetta. Qui il gruppo ha trascorso l’intera giornata e la notte successiva, una tappa importante per consentire all’organismo di adattarsi progressivamente alla quota.
Le notizie che arrivano dalla spedizione, patrocianta dal CAI, sono incoraggianti: “stiamo bene e il morale è alto”. Ora però, al campo base, è il tempo dell’attesa di una finestra meteorologica favorevole per spostare l’attenzione sull’obiettivo principale: la parete est del K7 Main (6934 m). Nei prossimi giorni le previsioni meteo non promettono nulla di buono, almeno fino al fine settimana, con alte probabilità di neve.