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Castiglione dei Pepoli contro Enel: “Il lago di Santa Maria è in degrado”

Il sindaco Tommaso Tarabusi denuncia l’interramento dei fondali e accusa Enel di non aver mantenuto le promesse di intervento dopo la tragedia di Bargi. “Situazione non più tollerabile”.

Il Comune di Castiglione dei Pepoli (BO) torna ad alzare la voce sulle condizioni del Lago di Santa Maria, l’invaso idroelettrico situato all’interno del Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone. In una lettera inviata a Enel, Regione Emilia-Romagna, Parco dei Laghi, Carabinieri Forestali e ARPAE, il sindaco Tommaso Tarabusi denuncia una situazione definita “non più tollerabile”, legata al progressivo innalzamento dei fondali dovuto all’accumulo di sedimenti.

Secondo l’amministrazione comunale, la mancanza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria avrebbe provocato negli anni una drastica riduzione della capacità idrica del lago e un deterioramento dell’ecosistema acquatico e ambientale circostante. Nella lettera, il Comune parla apertamente di una “situazione di degrado” e sostiene che l’inerzia gestionale si ponga “in palese contrasto con le normative vigenti in materia di tutela ambientale e con gli obblighi derivanti dai disciplinari di concessione”.

Nel documento protocollato il 26 maggio, Tarabusi sottolinea come il problema fosse già stato discusso “nel corso degli ultimi anni” in numerosi incontri con i referenti di Enel, senza però arrivare a una soluzione concreta. “Nonostante i solleciti inviati negli ultimi anni a Enel, al fine di ripristinare le condizioni originarie dell’invaso, non è pervenuta ad oggi alcuna disponibilità e la situazione continua a peggiorare”, scrive il sindaco.

Il riferimento più duro riguarda però il periodo successivo alla tragedia di Bargi, l’esplosione avvenuta nell’aprile 2024 alla centrale idroelettrica sul lago di Suviana, nella quale morirono sette lavoratori. Secondo il Comune, dopo quel disastro erano state avanzate promesse di rilancio e di investimenti per la sicurezza del territorio che sarebbero rimaste disattese.

“Gli impegni verbali e le promesse di interventi sul territorio accennati in tante occasioni all’indomani della tragedia di Bargi, volti a garantire la sicurezza idrogeologica, la tenuta delle infrastrutture e il rilancio economico dell’area, risultano a tutt’oggi disattesi a causa dell’inerzia aziendale, afferma Tarabusi.

Negli ultimi anni il Comune ha investito nell’area circostante al lago attraverso fondi PNRR e altre linee di finanziamento pubbliche. Tuttavia, evidenzia l’amministrazione, gli interventi necessari per il ripristino del bacino richiederebbero risorse troppo elevate per un piccolo ente locale.

“La vostra inerzia è segno di un evidente disimpegno economico inaccettabile da parte di Enel”, si legge ancora nella lettera. “Il nostro territorio ha dato tantissimo in termini di risorse, acqua, energia e purtroppo anche di vite umane. Non possiamo tollerare che Enel utilizzi la tragedia e i relativi tempi di indagine come un paravento per tagliare i fondi, congelare gli investimenti e far deperire le infrastrutture locali.

Il Comune chiede ora un “riscontro immediato” e l’avvio urgente dei lavori di ripristino dell’invaso.

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