
Il 29 maggio 1953 l’Everest smise di essere un sogno inviolabile. Alle 11:30 di quella mattina, il neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norgay raggiunsero gli 8.848 metri della vetta più alta del mondo. In un’epoca in cui i selfie erano ancora fantascienza, Sir Edmund Hillary scelse di immortalare quell’istante in uno scatto che sarebbe divenuto leggenda: Tenzing trionfante con la piccozza alzata al cielo.
La portata dell’impresa fu egregiamente sintetizzata da Hillary in un’esclamazione che rivolse a George Lowe, di ritorno al Colle SudF: “We knocked the bastard off!” (Abbiamo buttato giù il bastardo!).
A distanza di decenni, quel paesaggio vergine e ostile all’uomo si è trasformato radicalmente. Ogni anno la primavera segna il riavvio di una stagione di ascese commerciali, che vedono salire sul Tetto del Mondo centinaia di alpinisti – clienti paganti accompagnati da sherpa – pronti a mettersi in coda in modalità cassa di un supermercato. L’Everest non è più una frontiera ignota, ma un palcoscenico globale diviso tra il romanticismo del passato e il business del presente.
Il 29 maggio è una data che porta inevitabilmente i nostalgici a guardare, con un pizzico di malinconia, a un passato che appare ormai estremamente lontano, sebbene non sia trascorso ancora un secolo da quella che ci appare come “altra epoca”. Ma tale nostalgia è forse bene renderla virtuosa, convertirla in stimolo per tornare a guardare al presente – dopo una dolce immersione nei ricordi – con maggiore spirito critico, e riflettere su come il nostro rapporto con l’estremo sia cambiato e stia continuando a mutare. Ed è proprio il cinema, attraverso le tre pellicole che abbiamo selezionato, a offrirci la lente perfetta per osservare questa metamorfosi, oscillando tra il brivido dell’esplorazione pura e le contraddizioni del turismo d’alta quota.
Partiamo con The Conquest of Everest, il documento ufficiale e visivo della spedizione del 1953 guidata da John Hunt. Girato sul campo, è la cronaca più pura e autentica dell’impresa, senza filtri o ricostruzioni storiche. Proseguiamo con Beyond the Edge – L’epica ascesa al monte Everest, una splendida docu-fiction neozelandese che fa rivivere l’avventura di Edmund Hillary e Tenzing Norgay combinando i rari filmati originali a colori dell’epoca con ricostruzioni cinematografiche drammatiche e immersive. Dal passato eroico si viaggia nel tempo fino a un presente controverso con Everest, celebre pellicola hollywoodiana che offre un lucido e drammatico controcanto, ripercorrendo la dinamica delle spedizioni commerciali del 1996, guidate da Rob Hall e Scott Fischer, finite in tragedia.
Tre film che aprono a una riflessione collettiva sui rischi che si corrono quando una vetta, un tempo accessibile a pochi, si trasforma in una meta d’alta quota per le folle. Un business che oggi risulta necessario regolare, per garantire il rispetto di quella cima su cui si sono scritte le pagine più alte della storia dell’alpinismo.
The Conquest of Everest
di George Lowe (1953, 1h 18 min, disponibile su Netflix)
Documentario che racconta la famosa e fortunata spedizione alla conquista dell’Everest da parte di Tenzing Norgay e Edmund Hillary, i primi alpinisti a raggiungerne la vetta.
Beyond the Edge – L’epica ascesa al monte Everest
di Leanne Pooley (2014, 1 h 30 min, disponibile su Prime Video)
L’epica ascesa al monte Everest, del 1953, in cui Sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay diventarono i primi a conquistare la vetta più alta del mondo. Il documentario utilizza filmati originali a colori, registrazioni vocali e fotografie del tempo, ricostruendo anche, come fiction, le fasi che portarono alla scalata della più alta cima del mondo.
Everest
di Baltasar Kormakur (2015, 1 h 56 min, disponibile su Prime Video)
Gli esperti alpinisti Rob Hall e Scott Fischer guidano due spedizioni alla scalata dell’Everest, la cima più alta del pianeta. La sfida diventa sempre più pericolosa con l’avvicinarsi di una spaventosa bufera di neve: in un habitat così estremo, la resistenza fisica e psicologica degli alpinisti sarà messa a durissima prova. Epico e sconvolgente, basato su eventi realmente accaduti.