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“La politica è entrata sull’Everest”. Kami Rita Sherpa accusa il sistema himalayano

Il più celebre sherpa del Nepal critica la gestione dell’alpinismo himalayano: “Serve più controllo sull’affollamento e meno interferenza politica”.

Dopo aver raggiunto per la 32ª volta la vetta dell’Everest, Kami Rita Sherpa è tornato a Kathmandu accolto come un eroe nazionale. Ma nelle interviste rilasciate al quotidiano nepalese Kantipur, il più famoso sherpa himalayano ha scelto soprattutto di parlare dei problemi che oggi attraversano l’alpinismo nepalese.

“Il ministro del Turismo dovrebbe essere una persona che conosce davvero il turismo”, ha dichiarato. “L’alpinismo e il trekking sono pilastri fondamentali dell’economia del Nepal. Sherpa, guide e tutti quelli che lavorano in questo settore dovrebbero ricevere benefici e supporto professionale a lungo termine. Se le condizioni non migliorano, molte guide esperte potrebbero andare a lavorare all’estero.

Kami Rita ha parlato apertamente anche dell’aumento dell’influenza politica nel settore della montagna. “La politica è entrata sull’Everest”, ha detto durante l’intervista, criticando quella che considera una crescente interferenza nella gestione del turismo himalayano e dell’alpinismo commerciale. Tra i temi affrontati c’è anche quello dei soccorsi in quota. Secondo lo sherpa, le procedure di emergenza in Himalaya sono ancora troppo lente e burocratiche. “Per organizzare un soccorso bisogna ancora passare attraverso troppe pratiche e troppe agenzie diverse”, ha spiegato. “In montagna questo significa perdere tempo prezioso”.

Kami Rita è intervenuto anche sulle recenti polemiche che hanno coinvolto alcune spedizioni nepalesi, dopo le accuse secondo cui alcune guide sherpa avrebbero avvelenato il cibo di clienti stranieri. Un caso che nei primi mesi del 2026 ha avuto grande eco a livello internazionale. “Quando ci assumiamo la responsabilità di accompagnare degli alpinisti stranieri, ci dedichiamo completamente alla realizzazione del loro sogno”, ha dichiarato. “Non è giusto accusare un’intera comunità per il comportamento scorretto di poche compagnie”.

Lo sherpa ha poi chiesto anche maggiore responsabilità nella comunicazione pubblica legata agli incidenti in montagna. “Le autorità e i media dovrebbero basarsi solo su informazioni ufficiali quando parlano di turismo e alpinismo”, ha spiegato.

Ma uno dei passaggi più interessanti riguarda probabilmente il futuro dell’Everest e il tema dell’affollamento, tornato centrale anche questa primavera. “Quest’anno c’era molta più gente rispetto all’anno scorso”, ha raccontato. “Sembrava davvero necessario controllare meglio la situazione”.

Secondo Kami Rita il problema non sarebbe tanto ridurre drasticamente il numero di permessi, quanto introdurre un sistema di limiti giornalieri. “Più che diminuire il numero totale delle persone, bisognerebbe fissare un limite per ogni giorno”, ha spiegato.

In conclusione Kami Rita ha poi toccato un tema caldo per lui: tornerà ancora sull’Everest? “Se salirò ancora lo vedremo il prossimo anno”, ha risposto. “Perché il mio desiderio non è fare record. Il mio desiderio è far conoscere il Nepal e promuovere il turismo nepalese”.

 

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