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Un anno dopo il disastro, a Blatten un ghiacciaio torna sotto sorveglianza

Sotto stretta sorveglianza il ghiacciaio dell'Oigstchummun dopo il rilievo di alcune anomalie e smottamenti isolati. Le autorità attivano una telecamera speciale per l'osservazione permanente, mentre la memoria torna al drammatico maggio del 2025.

A poco meno di un anno dal catastrofico crollo che il 28 maggio del 2025 ha parzialmente sepolto il fondovalle della Lötschental, nel Canton Vallese, la cittadina di Blatten si ritrova a vivere giorni di apprensione. Situato a 1.540 metri di altitudine, il pittoresco villaggio svizzero è nuovamente sotto stretta osservazione a causa di un’altra minaccia d’alta quota. Questa volta i riflettori dei geologi sono puntati sul ghiacciaio dell’Oigstchummun, interessato negli ultimi mesi da alcuni crolli.

Il precedente: il crollo del ghiacciaio del Birch

Mercoledì 28 maggio 2025 è una data che resterà impressa nella storia di Blatten, come uno spartiacque tra un primo e dopo storico. Il campanello d’allarme era scattato già il 19 maggio, spingendo le autorità a disporre la rapida evacuazione dei circa 300 residenti a causa dello sgretolamento di una cresta sul Kleines Nesthorn (3.342 m). Una decisione provvidenziale. Nei giorni a seguire, un’enorme massa di detriti rocciosi – stimata in 9 milioni di tonnellate – , precipitata sul sottostante ghiacciaio del Birch, aveva innescato lo scivolamento del ghiacciaio verso valle.

Il culmine del disastro si registrò nel pomeriggio del 28 maggio alle ore 15,30, quando una parte del ghiacciaio si staccò improvvisamente. Una massa ingente di ghiaccio, fango e roccia si abbatté su Blatten e si spinse fin quasi alla vicina Wiler. L’onda d’urto generò un sisma di magnitudo 3.1 sulla scala Richter e un blackout elettrico. Le immagini aeree realizzate all’indomani mostrarono al mondo uno scenario spettrale: quasi metà dell’abitato di Blatten era sepolto sotto decine di metri di detriti e il corso del fiume Lonza era completamente ostruito. Fortunatamente, non ci furono feriti.

Oigstchummun sotto monitoraggio costante

A un anno di distanza, Blatten torna a essere un osservato speciale, questa volta a causa di segni di instabilità inviati dal ghiacciaio dell’Oigstchummun, posizionato sotto il valico del Breitlauijoch, a sud della località Fafleralp. Sul ghiacciaio sono stati registrati di recente smottamenti isolati e un insolito avanzamento del fronte glaciale, collocato a circa 2.600 metri di quota.

Il Servizio vallesano per i pericoli naturali (SDANA) e il Comune hanno immediatamente attivato protocolli di sorveglianza speciale. “Negli ultimi mesi sono stati osservati crolli isolati sul ghiacciaio Oigschtchummun – si legge sul sito del comune di Blatten – . A seguito degli eventi dello scorso anno, il ghiacciaio è ora sotto costante monitoraggio.”

Come dettagliato dal Comune, la macchina del monitoraggio è articolata: dopo i voli di ricognizione invernali e primaverili, il 9 maggio scorso l’area è stata mappata tramite tecnologia laser (LiDAR) per creare un modello altimetrico 3D. Dal 13 maggio è attiva una telecamera speciale per l’osservazione continua.

“I dati vengono analizzati continuamente da specialisti – informano le autorità – . I risultati saranno disponibili entro la fine di maggio e consentiranno una valutazione corretta della situazione.”

L’analisi degli esperti: no all’allarmismo

L’invito delle autorità è dunque a non cedere a un eccessivo allarmismo. Contattato da Keystone-ATS, il Servizio vallesano per i pericoli naturali ha cercato di fare chiarezza sulle cause del fenomeno: “Le ragioni dell’avanzata del ghiacciaio non possono essere stabilite in modo definitivo. Sembra più probabile che l’aumento delle cadute di pietre, sia sul ghiacciaio di Oigschtchummun che sul Birch, sia determinante per spiegare l’avanzamento del fronte glaciale”.

Lo stesso organo cantonale ha aggiunto un dettaglio storico importante, che supporta l’invito alla cautela: “Va tuttavia menzionato che un marcato avanzamento del ghiacciaio di Oigschtchummun si era già verificato negli anni 1980″.

Il Servizio si esprime in toni rassicuranti per quanto riguarda il rischio di un nuovo disastro, spiegando che “le prime conclusioni non lasciano presagire una frana sul ghiacciaio sottostante, come è avvenuto per il Kleines Nesthorn”. Secondo gli esperti della sicurezza cantonale, infatti i voli di ricognizione effettuati finora non hanno rivelato segni che lascino presagire prossimi crolli. Non sussistono ragioni per paragonare lo scenario attuale a quanto accaduto sul Birch.

Anche il rischio che i detriti ostruiscano nuovamente il fiume Lonza è attualmente giudicato molto basso dal servizio cantonale. In attesa dell’arrivo dei risultati definitivi degli studi geologici a fine maggio, a titolo precauzionale, la strada cantonale tra Stampbach e Fafleralp e i sentieri escursionistici della zona (come il sentiero Eisten-Kühmatt-Fafleralp) rimangono rigorosamente chiusi per motivi di sicurezza.

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