
Gli scalatori cechi Martin Ksandr e Petr Kadanka hanno raggiunto la vetta del Makalu II (anche chiamato Kangchung Tse, 7678 m) senza supporto di guide o portatori d’alta quota, chiudendo così una spedizione iniziata nel peggiore dei modi con la morte del compagno David Roubinek.
La conferma della vetta è arrivata nella mattinata di ieri, 13 maggio, tramite Nima Geljen Sherpa, leader dell’agenzia che ha organizzato la spedizione. A congratularsi pubblicamente con i due alpinisti è stato anche Pemba Jangbu Sherpa, CEO dell’agenzia nepalese, che ha definito la salita “un’impressionante ascensione completata senza supporto Sherpa, in vero stile alpino”.
La salita
Ksandr e Kadanka hanno raggiunto la cima del Makalu II nella mattina del 13 maggio, completando l’obiettivo principale della spedizione composta da sette membri e guidata da Lukas Madr. Del team facevano parte anche la slovacca Jana Vankova e i cechi Josef Vojtech e Marek Blahuta.
La spedizione era però stata colpita da una tragedia pochi giorni prima. Il 4 maggio il 38enne ceco David Roubinek era morto durante la discesa a circa 7400 metri di quota, probabilmente a causa di un edema polmonare d’alta quota. Nei giorni successivi l’agenzia organizzatrice e i compagni di spedizione si erano poi prodigati nel recupero del corpo, operazione che si è rivelata particolarmente complesso a causa del maltempo e dell’altitudine.
Il Makalu II è una montagna poco frequentata del massiccio del Makalu. La vicinanza dell’Ottomila la mette, ingiustamente in secondo piano tra i progetti degli alpinisti che raggiungono l’Himalaya. Ma è proprio questa sua dimensione più remota e meno battuta ad attirare alpinisti alla ricerca di salite più tecniche e lontane dalle rotte commerciali più affollate.