
Mathéo Jacquemoud e Samuel Equy, hanno firmato di un nuovo FKT (Fastest Known Time) lungo uno degli itinerari più iconici delle Alpi. Il dato è netto: 4 ore, 41 minuti e 24 secondi per coprire l’andata e ritorno tra la chiesa di Chamonix e la vetta del Monte Bianco (4809 m), con salita in circa 3h40’ e discesa poco sopra l’ora. Il record precedente l’aveva stabilito William Boffelli, il 31 maggio 2025. Il valdostano era salito e sceso in 2h43’24”. Il nuovo tempo segna ora due minuti in meno.
Un risultato che arriva al termine di una stagione già particolarmente intensa per Mathéo Jacquemoud. Nelle scorse settimane aveva infatti completato alcuni progetti molto impegnativi, come la traversata delle Alpi, da Vienna a Nizza, utilizzando bici e sci. Un exploit completato in 19 giorni. Poco dopo questa è toccato al nuovo record sulla Haute Route Chamonix–Zermatt con Boffelli, itinerario classico dello sci alpinismo. Ora, il Monte Bianco. “Non pensavo di tornare così presto su questo progetto, ma l’idea di provarci con Sam ha cambiato parecchie cose” racconta Jacquemoud. “Abbiamo già condiviso molte giornate sugli sci insieme, conosciamo il nostro ritmo, il nostro modo di muoverci, e la voglia di partire in due si è imposta in modo piuttosto naturale”.
Il nuovo record
Un risultato che arriva in un anno dalle condizioni tutt’altro che favorevoli lungo il tracciato. “La Jonction era davvero complicata quest’anno, molto crepacciata, con una grossa linea di rottura che divideva la zona in due. Abbiamo dovuto accettare di perdere un po’ di tempo per procedere in sicurezza”. Un elemento che, conoscendolo, rende il tempo finale ancora più significativo.
In salita è Equy a fare il ritmo, arrivando in vetta in 3h41’, seguito a pochi secondi da Jacquemoud. In discesa, invece, è quest’ultimo a ricucire il distacco, chiudendo insieme al compagno davanti alla chiesa di Chamonix.
Il percorso seguito è quello ormai codificato per questo tipo di sfide: Chamonix (chiesa), Jonction, Grands Mulets, Rifugio Vallot, Vetta del Monte Bianco. A seguire discesa lungo la parete nord fino a Chamonix. Un itinerario diventato negli anni una vera e propria linea di riferimento per lo sci alpinismo di velocità.
Una storia di record: da Stéphane Brosse a oggi
Quello del Monte Bianco non è un FKT qualsiasi. È uno dei più simbolici dell’intero arco alpino, con una storia costruita da nomi che hanno segnato lo sci alpinismo moderno. Tra questi, spicca Kilian Jornet, che nel 2013 stabilì un tempo di riferimento di poco superiore alle 4 ore e 50 minuti lungo lo stesso itinerario, nell’ambito del progetto “Summits of My Life”. Un record entrato nell’immaginario collettivo per stile e continuità.
Ancora prima, nel 2003, Stéphane Brosse e Pierre Gignoux avevano fissato uno dei primi tempi di riferimento moderni, contribuendo a definire il tracciato e lo spirito della sfida. I loro cronometri segnavano: 5 ore, 15 minuti e 47 secondi
Il nuovo FKT si inserisce in un contesto in cui lo sci alpinismo di velocità sta vivendo una fase di evoluzione evidente: materiali sempre più leggeri, preparazione atletica specifica e una crescente attenzione alla gestione della quota. Rimane ora da vedere quanto potrà durare questo nuovo punto di riferimento, il tempo di Boffelli ha retto per meno di un anno.