
La Lombardia si trova da giorni nella morsa della siccità e del vento, con un’allerta arancione di Protezione Civile che interessa gran parte del territorio. “Si segnala che le condizioni meteo-climatiche e l’umidità del combustibile vegetale saranno tali da generare possibili incendi con intensità del fuoco elevata e una propagazione veloce sui settori alpini, prealpini e appenninici”, si legge nel documento di allertamento. Uno scenario in cui le aree boschive si caratterizzano per la presenza di un tappeto vegetale facilmente infiammabile sul quale il vento è in grado di agire come un mantice naturale, accelerando il diffondersi delle fiamme e ostacolando gli interventi di spegnimento.
In Valtellina, a segnare il punto più critico dell’emergenza incendi è stata in particolare una bravata. A Santa Caterina Valfurva (SO), lungo il sentiero che conduce alla Valle dei Forni, oltre dieci ettari di fustaia di conifere sono stati ridotti in cenere a causa del lancio di alcuni petardi.
Un lancio di petardi con troppa leggerezza
L’origine del rogo, divampato martedì 7 aprile nella zona boschiva che sovrasta il parcheggio “La Fonte” a Santa Caterina Valfurva, è stata accertata con rapidità dai Carabinieri Forestali guidati dal colonnello Andrea Turco, in stretta collaborazione con il sostituto procuratore Daniele Carli Ballola. I responsabili sono quattro giovani turisti inglesi, presenti in località per partecipare ad alcune gare di sci.
Secondo quanto ricostruito, l’atto non sarebbe doloso. I ragazzi avrebbero lanciato i petardi con leggerezza, senza riflettere sulla presenza di vegetazione estremamente secca. Un gioco vietato sfuggito di mano che è costato ai quattro una denuncia per incendio boschivo colposo.
Le fiamme, alimentate dalle raffiche di vento, hanno risalito rapidamente il versante, rendendo l’area estremamente pericolosa. Per questo motivo, il sindaco Luca Bellotti ha dovuto emanare con urgenza un’ordinanza, disponendo la chiusura al transito e il divieto di accesso alla zona del parcheggio “La Fonte” e al sentiero che conduce ai Forni.
L’impegno profuso per contenere il fronte è stato massiccio. Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco di Tirano insieme ai volontari dell’Antincendio Boschivo (AIB), supportati dal cielo da due elicotteri di Regione Lombardia, impegnati nel fare la spola con il torrente vicino per rovesciare tonnellate d’acqua sui fronti più impervi. Nonostante lo sforzo incessante, l’impervietà del terreno e il vento hanno reso le operazioni estremamente complesse, costringendo le squadre a sospendere i voli durante la notte, mantenendo però un presidio permanente a terra per monitorare l’avanzamento del fuoco.
Contro gli incendi, un appello al buon senso
L’episodio di Santa Caterina Valfurva non è purtroppo isolato. La provincia di Sondrio è martoriata da giorni da focolai multipli. A Piateda, in zona Dosso Corna, le raffiche di vento hanno riacceso un incendio che sembrava domato, divorando circa 6.000 metri quadrati di bosco misto. Anche qui il monitoraggio resta elevato per evitare nuovi inneschi dopo le operazioni di bonifica. Situazione critica anche a Lovero, dove nei giorni scorsi un ettaro di vegetazione è andato perduto, e a Mazzo di Valtellina. Lo sguardo dei soccorritori è rivolto anche al confine svizzero, interessato da altri focolai.
La Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco e la Protezione Civile ricordano che, con l’attuale stato di allerta, vige il divieto di accendere fuochi e compiere ogni operazione che possa creare pericolo di incendio. Nei boschi o a distanza inferiore a 100 metri da essi è inoltre vietato: far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producano braci o faville, gettare mozziconi accesi al suolo.
In un momento in cui la natura è resa fragile dalla mancanza di precipitazioni, anche un piccolo gesto di distrazione può innescare catastrofi dal costo ambientale ed economico incalcolabile.