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“Uno sbirro in Appennino”: una nuova serie a base di montagna, crime e comicità

Debutta stasera su Rai 1 la fiction con Claudio Bisio: un poliziesco "atipico" ambientato tra le vette dell'Emilia-Romagna.

Prenderà il via stasera su Rai 1 una nuova serie TV, con protagonista Claudio Bisio, dal titolo interessante per gli appassionati di montagna: “Uno sbirro in Appennino”. Creata da Fabio Bonifacci e prodotta da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction, la serie promette di essere un poliziesco sui generis, che inserisce una trama investigativa in una cornice insolita. Niente metropoli frenetiche, niente luci fredde dei commissariati cittadini, niente CSI all’italiana: la scenografia in cui si inserisce la storia è la bellezza selvaggia delle aree interne dell’Appennino.

“Uno sbirro in Appennino”, un poliziesco atipico

In onda su Rai 1 per quattro prime serate a partire da oggi, “Uno sbirro in Appennino” vede alla regia Renato De Maria e come protagonista, nelle vesti del commissario Vasco Benassi, l’attore e comico Claudio Bisio. Un commissario “atipico e pop”, così lo definisce De Maria, raccontando di aver usato “il carisma e la sapienza recitativa” di Bisio per realizzare un poliziesco “alla nostra maniera, contaminato efficacemente dalla comicità, dal sentimento e anche dall’immancabile saga familiare che tanto appassiona gli spettatori italiani. Il tutto immerso in un paesaggio anch’esso atipico per i polizieschi: l’Appennino, nello specifico quello emiliano.

Il protagonista è Vasco Benassi, un commissario scaltro e impulsivo che, dopo un errore professionale a Bologna, viene “esiliato” per punizione nel suo borgo d’origine, Muntagò, immaginario paese dell’Emilia Romagna. È un ritorno forzato che lo obbliga a fare i conti con un passato doloroso e ferite mai rimarginate. Muntagò non è mero sfondo delle vicende ma presenta una forte carica simbolica. Come riportato nel comunicato ufficiale Rai, la serie pone infatti al centro un territorio ancora inesplorato dal punto di vista cinematografico e televisivo, rappresentando l’intero Appennino con la sua bellezza, le sue tradizioni e la sfida dello spopolamento.

Attorno al carisma di Bisio – che il regista definisce un attore empatico, sincero e un po’ folle – ruota una squadra di personaggi profondamente umani, ognuno specchio delle luci e delle ombre della vita di provincia. C’è Nicole, interpretata da Valentina Lodovini: neoeletta sindaca di Bologna, originaria del borgo e vecchia fiamma di Vasco, è una donna forte ma vulnerabile, divisa tra l’impegno politico e la preoccupazione per il figlio, il “Magico” (Lorenzo Minutillo). Quest’ultimo è un giovane idealista che sogna un Appennino sostenibile, ma i cui segreti lo portano spesso in rotta di collisione con la legge e con Amaranta. Interpretata da Chiara Celotto, Amaranta è una giovane poliziotta partenopea dalla “tigna” incredibile che diventerà per Benassi una sorta di figlia elettiva, in una “genitorialità dell’anima” tutta da analizzare.

In commissariato vi è anche la figura di Gaetana (Elisa D’Eusanio), cugina di Vasco e ispettrice pragmatica, capace di offrire al commissario il calore delle radici senza risparmiargli critiche. Suo marito Bruno (Ivan Zerbinati), gestore di un bar, osserva discreto gli umori della comunità, mentre il figlio Macchio (Jacopo Dei), adolescente sensibile in cerca del proprio posto nel mondo, condivide con l’amico Magico una complicata infatuazione per Amaranta. A completare la squadra del commissario Benassi c’è Fosco (Michele Savoia), un giovane poliziotto timido ma diligente, che ha deciso di seguirlo in Appennino.

L’Appennino co-protagonista

Nelle sue note di regia, Renato De Maria definisce lo “sbirro” Benassi e l’Appennino come due protagonisti della serie, che ha cercato di rispettare allo stesso modo. Un protagonista silente, l’Appennino, che viene descritto come “un territorio ricco di storia e miracolosamente intatto […] dove lo sguardo può correre verso l’infinito incontrando solo boschi, laghi, fiumi e creste che lambiscono il cielo. Piccoli paesini punteggiano le valli senza mai disturbare lo sguardo, tutto è immerso in un’armonia naturale e spettacolare”. A confermare l’intento di rendere le curve del paesaggio co-protagoniste, è la forte attenzione per la fotografia, “con viste ampie, colori caldi, e capace di cogliere il racconto delle facce e del territorio come un unico quadro”.

Parole che destano curiosità, lasciando intendere che, al di là della trama articolata tra crimine e sentimento, la serie possa fungere da occasione per scoprire angoli d’Italia nascosti ai più. Grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna, lo spettatore viene accompagnato tra vette e vallate che conservano tradizioni antiche, offrendo uno scorcio inedito su un angolo d’Italia finora poco attenzionato dal cinema.

L’appuntamento con la prima delle quattro puntate è per stasera alle 21:25 su Rai 1. Se invece preferite lo streaming, i primi due episodi sono già disponibili in anteprima su RaiPlay.

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