Cronaca

Cingoli è il Borgo dei Borghi 2026

Il "Balcone delle Marche" con vista sulla Dalmazia conquista il pubblico e la giuria di Rai 3.

Cingoli, in provincia di Macerata, è ufficialmente il Borgo dei Borghi 2026. Il celebre contest televisivo di Rai 3, giunto alla sua tredicesima edizione all’interno del programma Kilimangiaro, ha incoronato il centro marchigiano al termine di una sfida appassionante tra venti comuni italiani, uno per regione.

Cingoli ha sbaragliato la concorrenza di Arenzano (Liguria), giunta seconda, e di Zungoli (Campania), che ha conquistato il terzo posto. Un podio che riempie di soddisfazione l’Associazione “I borghi più belli d’Italia”, che vede due posizioni su tre – Cingoli e Zungoli – occupate da componenti della rete, che oggi conta quasi 400 borghi.

Cingoli: dove lo sguardo arriva fino in Croazia

Soprannominata “Il Balcone delle Marche”, Cingoli sorge a 631 metri di altitudine sulla sommità del Monte Circe. Il suo nome deriva dal latino cingulum (sporgenza rocciosa) e descrive perfettamente la sua natura: una terrazza naturale cinta da mura medievali da cui, nelle giornate più limpide, l’occhio può spaziare oltre l’Adriatico fino a scorgere le montagne della Dalmazia, in Croazia.

Passeggiare per il centro storico equivale a immergersi in un’atmosfera di sospensione temporale. La quasi totale chiusura al traffico consente ai visitatori di passeggiare con il naso all’insù, ammirando i colori e gli antichi portali dei palazzi storici, le numerose chiese, e cogliendo con lo sguardo scorci mirabili. Il cuore del paese è la piazza Vittorio Emanuele II su cui si affacciano il Municipio e la cattedrale. Nella Sala degli Stemmi del palazzo comunale è custodita la “Madonna del Rosario”, un capolavoro nato dalle abili mani dell’artista rinascimentale veneziano Lorenzo Lotto.

Tra i vicoli della Polisena (il quartiere più antico) e i palazzi nobiliari di Corso Garibaldi, spicca la Fontana di Maltempo, che deve il suo nome al fatto che l’acqua scaturiva un tempo abbondante solo dopo forti piogge. Sulla sua superficie è raffigurato un cervo che riposa ai piedi di un albero di tasso, una variazione su quello che è il tema dello stemma del comune.

La città, che ha dato i natali a Papa Pio VIII (Francesco Saverio Castiglioni), riflette la sua doppia anima – popolare e aristocratica – anche a tavola. La cucina cingolana è una vera antologia di sapori antichi, come la pizza di formaggio accompagnata dal celebre ciauscolo, il salame spalmabile marchigiano, i vincisgrassi e la parmigiana di cardi, che qui vengono chiamati “gobbi”. Per gli amanti dei dolci, le opzioni sono altrettanto abbondanti: dai calcioni (dischi di sfoglia con ripieno di pecorino, uova e glassa di zucchero) alle ciambelle e i cavallucci, fino al celebre Serpe, un dolce a forma di rettile farcito con noci, mandorle e cioccolato, che richiama antiche leggende locali.

Che cos’è “Il Borgo dei Borghi”?

Il concorso “Il Borgo dei Borghi” è un viaggio itinerante attraverso le 20 regioni italiane, nato per far scoprire centri spesso ignorati dai flussi turistici di massa. La competizione si articola in mesi di presentazioni televisive dei contendenti, culminando in una votazione di primavera che unisce il favore del pubblico (tramite web) al giudizio tecnico di una giuria di esperti. Dal 2015, il programma di Rai 3 si avvale della collaborazione strategica dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, garantendo una selezione di alto livello qualitativo.

Nata nel 2002 all’interno della Consulta del Turismo dell’ANCI, l’Associazione è oggi una rete che accoglie oltre 360 comuni certificati, uniti tra loro da un logo comune che ne evidenzia l’appartenenza a un circuito turistico virtuoso. L’obiettivo è chiaro: proteggere e valorizzare quei piccoli centri che, pur essendo periferici, hanno conservato un patrimonio storico e architettonico intatto.

Come sottolineato dal Presidente Fiorello Primi, l’Associazione non si limita a censire la bellezza, ma combatte attivamente lo spopolamento promuovendo un “turismo di prossimità” e responsabile. Attraverso una rigida “Carta di Qualità” vengono selezionati esclusivamente i borghi che dimostrano l’avvio di una reale politica di valorizzazione e animazione. Borghi dunque che possano essere considerati veri e propri musei a cielo aperto.

Vincere il titolo di “Borgo dei Borghi” non è solo un vanto televisivo, ma un riconoscimento dell’impegno che la comunità mostra nel preservarsi. Chi visita questi luoghi non è un semplice turista, ma, come ama definirlo il Presidente Primi, un vero “azionista della Bellezza”.

La classifica finale 2026

  1. Cingoli (Marche)
  2. Arenzano (Liguria)
  3. Zungoli (Campania)
  4. San Fele (Basilicata)
  5. San Nicola Arcella (Calabria)
  6. Canossa (Emilia Romagna)
  7. Spilimbergo (Friuli Venezia Giulia)
  8. Nemi (Lazio)
  9. Lucignano (Toscana)
  10. Realmonte (Sicilia)
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