Cronaca

Crimson, il cucciolo di puma salvato sulle montagne di Los Angeles

Abbandonato nella tana a soli venti giorni, Crimson è stato tratto in salvo da una straordinaria staffetta tra biologi e veterinari.

Marzo 2026. Un cucciolo di puma orfano viene salvato sulle Santa Monica Mountains, nella Contea di Los Angeles, dal Dipartimento Pesca e Fauna Selvatica dello stato della California (CDFW), in collaborazione con il National Park Service (NPS) e lo Zoo di Los Angeles. Quella che potrebbe, a primo sguardo, apparire come trama di un film destinato a commuovere il pubblico, è pura realtà. E il piccolo puma, oggi al sicuro, ha anche un nome: Crimson.

L’abbandono a 20 giorni sulle colline di Los Angeles

La storia di Crimson – cucciolo di puma di soli 20 giorni, noto al personale scientifico del National Park Service (NPS) come P-131 –  inizia con un segnale d’allarme anomalo. I biologi del NPS, che monitorano da oltre vent’anni la popolazione di puma presente nel Sud della California, hanno notato nel mese di marzo uno strano comportamento, tramite i dati GPS inviati dal radiocollare della madre P-129. La femmina aveva cambiato i suoi schemi di movimento, suggerendo l’abbandono della tana.

Per alcuni giorni gli esperti hanno monitorato il sito tramite GPS e fototrappole, in attesa di un potenziale ritorno. Al quinto giorno di assenza, il CDFW ha autorizzato il recupero del cucciolo, rimasto solo nella tana e dunque esposto a un peggioramento inevitabile delle sue condizioni vitali. All’arrivo dei biologi, il piccolo è apparso malnutrito, visibilmente indebolito e con una lesione permanente alla zampa posteriore. È stato quindi recuperato e trasportato allo Zoo di Los Angeles, per ricevere idonee cure veterinarie e, una volta stabilizzato, essere trasferito nello Zoo di Oakland.

Ma perché P-129 ha abbandonato il suo piccolo? Talvolta la natura può apparire ai nostri occhi crudele, ma alcune dinamiche, come l’abbandono di un cucciolo “problematico” sono da considerarsi fisiologiche. Crimson è nato con una malformazione a una zampa posteriore – le dita mancanti di cui sopra – pertanto, come spiegano gli esperti del CDFW, “la madre potrebbe averlo abbandonato proprio per questa anomalia” assecondando “un istinto primordiale per conservare le risorse e proteggere eventuali altri cuccioli sani”.

La staffetta della salvezza: da Los Angeles a Oakland

Il salvataggio è stato una corsa contro il tempo. Prima il ricovero d’urgenza allo Zoo di Los Angeles per svolgere le analisi necessarie a valutare lo stato di salute dell’esemplare, poi il volo speciale verso lo Zoo di Oakland, centro d’eccellenza della San Francisco Bay Area per la riabilitazione dei grandi felini. Qui, Crimson è diventato il 33° puma salvato dalla struttura.

“Vedere il nostro team dedicarsi completamente a una singola vita è commovente”, ha dichiarato Nik Dehejia, CEO dello Zoo. “Le loro notti insonni e la loro determinazione sono ciò che dà una speranza a Crimson”. Oggi il piccolo viene allattato artificialmente ogni tre ore e, una volta stabilizzato, incontrerà Clover, un’altra cucciola salvata di recente. I puma, infatti, crescono meglio se hanno un compagno con cui socializzare.

In natura, i cuccioli di puma necessitano del supporto materno per circa un anno per diventare autonomi. A causa della sua giovane età e della disabilità alla zampa, Crimson non potrà tornare in libertà, ma diventerà un “ambasciatore” della sua specie. Come evidenziato dal Dipartimento, “nel tempo, P-131 potrebbe svolgere una funzione educativa, aiutando il pubblico a comprendere meglio i puma, le sfide che la fauna selvatica deve affrontare in un paesaggio dominato dall’uomo e le responsabilità umane in materia di tutela ambientale.”

 

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Il Puma in California: un patto tra natura e metropoli

Il caso di Crimson riaccende i riflettori sullo stato di conservazione del Puma concolor in California. Conosciuto anche come coguaro, leone di montagna o pantera, questo felino è il secondo più grande del Nord America dopo il giaguaro. Un maschio adulto può raggiungere i 2,4 metri di lunghezza complessiva (inclusa la lunga coda, fondamentale per l’equilibrio) e pesare oltre 70 kg, mentre le femmine sono generalmente più minute, attestandosi tra i 35 e i 50 kg.

Gli adulti hanno un mantello fulvo o rossastro con ventre bianco. I cuccioli, come Crimson, nascono con macchie bruno-nere che svaniscono dopo i tre mesi. Nonostante siano ottimi predatori da imboscata, i puma non ruggiscono – come sarebbe facile aspettarsi – ma miagolano, ringhiano e talvolta sembrano “cinguettare”. A discapito della stazza, rientrano nella famiglia dei piccoli felini, classificazione che motiva il loro “miagolio”. In termini ecosistemici svolgono un “servizio” essenziale, predando cervi, alci e maiali selvatici e controllando così le popolazioni di erbivori.

Pensando alla California, alle sue spiagge e a Hollywood, il puma potrebbe apparire come una specie fuoriluogo, in realtà la sua protezione nei confini dello stato ha radici lontane. Dal 1990 è una specie “specialmente protetta” e dal 2020 le popolazioni del sud e della costa centrale sono candidate come specie in pericolo.

La situazione delle Santa Monica Mountains è decisamente unica nel suo genere. Grazie a questa catena montuosa che si insinua nel tessuto urbano, Los Angeles è, insieme a Mumbai, l’unica megalopoli al mondo a ospitare grandi felini entro i propri confini. Tuttavia, questa convivenza è fragile. Le autostrade agiscono come barriere insormontabili, creando delle “isole di habitat” che portano a pericolosi livelli di consanguineità oltre che a un alto rischio di incidenti stradali. I puma affrontano anche la minaccia dei veleni per topi, che risalgono la catena alimentare, e la frammentazione del territorio.

Ma c’è speranza: entro la fine del 2025 sarà completato il Wallis Annenberg Wildlife Crossing, il più grande ponte verde al mondo sopra la Freeway 101. L’opera è progettata per collegare le Santa Monica Mountains alle Simi Hills, permettendo ai puma di spostarsi finalmente in sicurezza verso altre aree naturali. Crimson non correrà mai su quel ponte, ma la sua storia serve a ricordarci che anche una metropoli può diventare luogo a prova di natura.

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