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Haute Route, Boffelli e Jacquemoud firmano il record: Chamonix-Zermatt in 13h27′

I due scialpinisti abbattono di oltre un’ora il precedente primato sulla traversata più iconica delle Alpi. Decisive le condizioni e una perfetta sintonia di cordata.

William Boffelli e Mathéo Jacquemoud hanno stabilito il nuovo record sulla Chamonix-Zermatt, completando i 103 chilometri e oltre 8000 metri di dislivello positivo in 13 ore e 27 minuti.

La partenza nella notte di domenica 5 aprile, poco dopo mezzanotte dalla chiesa di Chamonix, e l’arrivo nello stesso giorno a Zermatt: una lunga linea continua attraverso ghiacciai, colli e vallate alpine che solitamente richiede diversi giorni di viaggio.

Nel puro spirito dello sci alpinismo

Il nuovo riferimento migliora nettamente il precedente record, stabilito nel 2023 da Benjamin Védrines e Samuel Equy in 14 ore e 54 minuti, abbassato di oltre un’ora e venti minuti. A raccontare l’impresa è lo stesso Jacquemoud, che restituisce il senso della giornata prima ancora dei numeri: “Che giornata! 13 ore e 27 minuti per completare la Haute Route, Chamonix-Zermatt, questa traversata mitica percorsa ogni primavera da migliaia di scialpinisti”.

L’idea nasce nei giorni precedenti, quasi naturalmente, sull’onda della forma e delle esperienze recenti. “Dopo l’Integrale delle Alpi mi sentivo in forma e l’idea è nata: provare ad andare forte e abbassare il grande tempo di Samuel Equy e Benjamin Védrines su questo magnifico percorso. L’avventura si annunciava già bella, ma quando William Boffelli mi ha chiamato questa settimana per dirmi che voleva provarci anche lui, abbiamo naturalmente deciso di partire insieme”. Una scelta che si rivela decisiva. Non solo per il risultato finale, ma per il modo in cui è stato costruito. “Essendo stati dello stesso ritmo per tutta la giornata, abbiamo fatto squadra, una cordata, nel puro spirito dello sci alpinismo”.

Chamonix-Zermatt

La Chamonix–Zermatt, conosciuta anche come Haute Route, è una delle alte vie più celebri dell’arco alpino. Il percorso attraversa ambienti severi e spettacolari, tra il bacino d’Argentière, la Val Ferret svizzera, i ghiacciai di Otemma e Arolla, fino al Col de Valpelline e alla discesa finale verso Zermatt. Un itinerario che la maggior parte degli scialpinisti affronta in più tappe, pernottando nei rifugi lungo il tracciato. Per Boffelli e Jacquemoud è stata invece una lunga cavalcata senza soste, resa possibile anche da condizioni particolarmente favorevoli. “Le condizioni erano quasi perfette per fare un buon tempo: una notte mite, poco vento, un buon rigelo, amici lungo tutto il percorso… e buone gambe! Anche se, a differenza dell’arrivo a Nizza di qualche giorno fa, mi sento un po’ stanco”.

Più che un semplice record, quello firmato da Boffelli e Jacquemoud racconta anche un’evoluzione dello sci alpinismo contemporaneo. Le grandi traversate classiche, nate come esperienze di più giorni, diventano sempre più terreno di sfide “light & fast”. Ma in questo caso resta centrale un elemento profondamente legato alla cultura alpina: la cordata. Non una prova individuale, ma un ritmo condiviso dall’inizio alla fine, costruito insieme, passo dopo passo.

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