Sci alpinismo

Da Genova alla Capanna Margherita con bici e sci, in 11 ore: Jocelyn Verdenal firma il nuovo record

Domenica 5 aprile l’atleta francese ha collegato Genova alla Capanna Margherita (4554 m) in 11:00:07. Un viaggio senza soluzione di continuità tra bici e scialpinismo che migliora nettamente il precedente primato.

Dagli zero metri sul livello del mare fino ai 4554 metri della Capanna Margherita in poco più di undici ore, senza mai fermarsi. È il nuovo record firmato domenica 5 aprile da Jocelyn Verdenal, atleta francese di 35 anni residente a Zermatt, che ha unito in un’unica spinta 239 chilometri tra ciclismo su strada e sci alpinismo.

Il tempo finale, 11h00’07”, migliora sensibilmente il precedente primato di 11h52′, al termine di una prova che ha richiesto resistenza, gestione dello sforzo e capacità tecniche su terreni completamente diversi, dall’asfalto della pianura al ghiacciaio del Monte Rosa.

Un progetto nato lontano dal cronometro

“Raggiungere Capanna Margherita partendo dal mare è un sogno che inseguo da tempo – racconta Verdenal – ma non è stato semplice trovare il momento giusto. Come dico sempre, è meglio avere gambe nella media ma condizioni ottimali, piuttosto che gambe in forma smagliante e condizioni non ideali”.

L’idea prende forma all’inizio del 2024, durante uno scambio con il valdostano Franco Collé, che ha accompagnato l’atleta nella parte finale, sul ghiacciaio. Da lì, oltre un anno di preparazione, tentativi rimandati e attese legate alle condizioni meteo e della neve. Il primo tentativo era previsto per il 30 marzo. Tutto pronto, poi lo stop: meteo non favorevole. Si aspetta ancora, finché non si apre la finestra giusta all’inizio di aprile.

La notte di Genova e le prime ore in bici

Genova, ore 01:00. La notte è breve, quasi insonne. Gli ultimi preparativi scorrono tra la messa a punto delle biciclette, la scelta dell’abbigliamento abbastanza caldo per la notte, ma senza penalizzare l’aerodinamica, e la pianificazione di ogni dettaglio.

Alle 02:10 la partenza. Buio, tre auto di supporto al seguito, condizioni favorevoli: poco traffico, vento assente, temperature in calo fino a circa 5,5 °C. Le prime ore scorrono regolari, anche se con un leggero ritardo di circa cinque minuti rispetto ai tempi del record. Nulla di preoccupante: il ritmo resta in linea con le previsioni.

Non mancano però le difficoltà. Un problema al GPS impone una sostituzione. Lo sforzo prolungato e l’assunzione costante di zuccheri mettono alla prova la tenuta fisica. Dettagli che, in una sfida di questo tipo, possono diventare determinanti.

L’alba, il ritmo e il recupero

Con le prime luci del giorno cambia tutto. Verdenal trova il proprio passo, recupera progressivamente e si riallinea ai tempi del record. A Pont-Saint-Martin arriva il momento chiave: il passaggio dalla bici da crono a quella da montagna. Da lì, lungo la Valle del Lys, non solo mantiene il ritmo, ma guadagna terreno. Il distacco cresce fino a circa 15 minuti di vantaggio sul precedente primato. Da quel momento l’obiettivo non è più inseguire, ma costruire un nuovo tempo di riferimento.

Il cambio a Gressoney e la seconda parte

Gressoney-La-Trinité, ore 09:20. A Orsia il cambio è rapidissimo: appena dieci minuti. Via la tutina da ciclismo, indossati scarponi e imbrago, mentre il team lo alimenta con qualche cucchiaio di riso al latte. Una bevanda energetica, gli sci in mano, e si riparte. Davanti, gli ultimi 2600 metri di dislivello positivo.

Superati i 3400 metri di quota, il ritmo rallenta inevitabilmente. L’aria si fa rarefatta, lo sforzo diventa mentale oltre che fisico. Da qui in avanti Verdenal prosegue affiancato da Franco Collé, per gestire in sicurezza la progressione su ghiacciaio. Passo dopo passo, il vantaggio aumenta.

L’ultimo tratto è il più tecnico: ripido, esposto, affrontato con i ramponi. Una sezione preparata con attenzione anche dal team, parte del quale era salito in quota fin dalle prime ore del mattino per organizzare le riprese e garantire la sicurezza. Alle 13:10, dopo undici ore di sforzo continuo, Verdenal percorre in cordata con Collé la cresta finale e raggiunge la Capanna Margherita.

Il tempo si ferma a 11h00’07”. Nuovo record.

All’arrivo, stanchezza, sollievo e soddisfazione si condensano in pochi istanti: la chiusura di un progetto costruito con pazienza e visione, ben oltre il semplice cronometro.

Un legame con il territorio

Pur essendo originario dell’Alsazia e residente a Zermatt, Verdenal è profondamente legato alla Valle d’Aosta, anche per le origini della sua compagna. Il progetto assume così un valore simbolico molto forte, reso ancora più importante dal legame diretto con Bruno Brunod, padre della compagna di Verdenal, che trent’anni fa firmava il record Gressoney–Capanna Margherita.

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Un commento

  1. Secondo me un’impresa sensazionale sarebbe partire da Genova con tutto il materiale occorrente nello zaino senza assistenza come facevano i nostri vecchi che partivano in bici dalla città e andavano a scalare in alta montagna in giornata.

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