
Dal 24 aprile al 3 maggio il Trento Film Festival torna ad animare il capoluogo trentino con la sua 74ª edizione, confermandosi uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla cultura della montagna e delle Terre Alte. In programma 130 film, 150 eventi e oltre 100 appuntamenti della sezione T4Future, in un’edizione che mette al centro il dialogo tra generazioni e il tema del passaggio di testimone.
Il programma è stato presentato a Milano, al Cinemino, alla presenza del presidente del Festival Mauro Leveghi, della direttrice Luana Bisesti e del responsabile del programma cinematografico Mauro Gervasini, insieme ai rappresentanti del Club Alpino Italiano e del Comune di Trento.
“In un’epoca schiacciata sul presente, il Trento Film Festival sceglie una direzione ostinata e contraria: riflettere sul passato e studiare il presente per immaginare il domani“, ha spiegato Leveghi. Un approccio che si traduce nella volontà di offrire “uno spazio libero e critico” capace di stimolare domande più che fornire risposte.
Un festival tra cultura, alpinismo e attualità
Da sempre crocevia tra cinema, letteratura, arte e montagna, il Festival continua a raccontare il rapporto tra ambiente e comunità, con uno sguardo attento ai temi più urgenti. Tra questi, nel 2026 spicca l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, proclamato dalle Nazioni Unite: un tema che trova spazio anche nella programmazione cinematografica, con otto film dedicati all’alpicoltura e al ruolo dei pastori negli ecosistemi montani.
Il Club Alpino Italiano sarà protagonista con diversi appuntamenti, tra cui la serata “Le vie dei sogni”, racconto corale dell’alpinismo contemporaneo, e il progetto “Oltre la vetta”, un videopodcast che affronta temi delicati come lutto, trauma e salute mentale nelle comunità della montagna. In programma anche un evento dedicato al film “Bianco”, che ripercorre il tentativo di Walter Bonatti al Pilone Centrale del Frêney.
Ospiti e protagonisti: dalle nuove generazioni ai grandi nomi
Il cartellone 2026 porta a Trento un ampio parterre di ospiti tra alpinisti, esploratori, artisti e scrittori. Tra i protagonisti delle serate principali spiccano Simon Messner, Aleš Česen e Ines Papert, simboli di una nuova generazione dell’alpinismo.
Spazio anche ai racconti e ai dialoghi trasversali: lo scrittore Mauro Corona sarà protagonista di un confronto con la figlia Marianna, mentre l’attore Andrea Pennacchi porterà in scena “Bestie Foreste”, una riflessione sul rapporto tra uomo e biodiversità.
Tra gli ospiti internazionali, l’esploratrice Kim Young-Mi – prima donna a completare in solitaria la traversata dell’Antartide – e l’avventuriero Alex Bellini saranno protagonisti di una serata dedicata all’esplorazione, condotta da Hervé Barmasse.
Non mancheranno i grandi nomi della cultura e del giornalismo, come Paolo Mieli e Federico Quaranta, oltre a un omaggio storico al ciclismo con i campioni Francesco Moser, Gilberto Simoni e Paolo Savoldelli.
T4Future e lo sguardo ai giovani
Cuore del dialogo generazionale è la sezione T4Future, con oltre 100 appuntamenti tra proiezioni, laboratori e attività educative rivolte alle scuole e ai giovani. Un programma pensato per promuovere la cultura dell’immagine, la sostenibilità ambientale e la cittadinanza attiva, in collaborazione con il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Istruzione.
Tra le novità, un’ampia proposta di film d’animazione dedicati al pubblico più giovane, segno di un Festival che guarda al futuro senza perdere il legame con la propria storia.
Uno sguardo internazionale
La sezione “Destinazione…” quest’anno guarda alla Corea del Sud, protagonista di una scena cinematografica in forte espansione, mentre MontagnaLibri celebra i suoi 40 anni confermandosi punto di riferimento per l’editoria di montagna.
“Il Trento Film Festival non è un testimone immobile del tempo, ma un organismo vivo”, ha sottolineato la direttrice Bisesti. “Un’eredità che si trasmette di generazione in generazione, mantenendo acceso il fuoco della conoscenza e del confronto”. Un’identità ribadita anche dal Comune di Trento, che vede nel Festival “uno spazio libero di riflessione sul futuro delle Terre Alte”, capace di mettere in discussione certezze e aprire nuove visioni.
Con un programma che intreccia memoria, presente e futuro, il Trento Film Festival 2026 si conferma così non solo come evento culturale, ma come luogo di incontro e di pensiero, dove la montagna diventa chiave di lettura per comprendere le sfide del nostro tempo.