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Soccorso Alpino, record di interventi nel 2025: 13.037 missioni. Aumentano morti e feriti

Mai così tanti interventi per il CNSAS: +8% rispetto al 2024. Crescono anche le vittime (+13%). Escursionismo sempre in testa, cadute prima causa di incidente.

Nel 2025 il Soccorso Alpino e Speleologico ha registrato il numero più alto di interventi di sempre. Sono state 13.037 le missioni complessive, in aumento dell’8% rispetto al 2024, un dato che conferma la crescente pressione sul sistema di soccorso in montagna e negli ambienti impervi.

A dirlo è il report annuale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), che fotografa un’attività sempre più intensa e complessa: quasi 205 mila ore/uomo impiegate e oltre 46 mila soccorritori coinvolti nel corso dell’anno.

Crescono anche le vittime: +13% in un anno

Se il numero degli interventi segna un nuovo record, a preoccupare è anche l’aumento delle conseguenze più gravi. Nel 2025 le persone decedute sono state 528, con un incremento del 13% rispetto alle 466 del 2024. I feriti sono stati 9.624, mentre 4.231 persone sono state soccorse illese e 140 risultano disperse. Un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, che riporta al centro il tema della sicurezza e della prevenzione in ambiente montano.

Cadute e scivolate: quasi un intervento su due

Le cause degli incidenti restano sostanzialmente stabili, ma evidenziano criticità strutturali. La caduta o scivolata rappresenta da sola il 45% degli interventi, seguita da malori (14,1%) e incapacità tecnica (8,1%).

Un dato che conferma come la sottovalutazione dei rischi e la preparazione inadeguata continuino a essere fattori determinanti negli incidenti in montagna.

Escursionismo in testa

È ancora l’escursionismo l’attività più coinvolta, con il 43,6% degli interventi, nettamente davanti a mountain bike (7,6%), sci (7,4%) e alpinismo (5,2%). Numeri che riflettono un fenomeno ormai consolidato: l’aumento della frequentazione della montagna da parte di praticanti non sempre esperti, soprattutto nelle attività considerate più accessibili.

L’identikit: uomo, italiano, tra i 50 e i 60 anni

Il profilo della persona soccorsa cambia poco rispetto agli anni precedenti: uomo (69,5%), italiano (81,1%) e con un’età prevalente tra i 50 e i 60 anni. Si tratta spesso di escursionisti coinvolti in incidenti legati a cadute o difficoltà sul terreno.

Estate stagione più critica

Come prevedibile, gli interventi si concentrano nei mesi estivi, quando l’afflusso in montagna è massimo: agosto da solo pesa per il 17,9% degli interventi, seguito da luglio (13,6%) e settembre (11,4%).

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un sistema sempre più sollecitato, anche dal punto di vista operativo: nel solo 2025 sono stati impiegati circa 4.700 elicotteri, per la gran parte appartenenti ai servizi sanitari regionali.

Di fronte a questi numeri, il CNSAS ribadisce la necessità di investire in prevenzione, formazione e sensibilizzazione. Un messaggio chiaro: frequentare la montagna con consapevolezza, preparazione e prudenza resta il primo, vero strumento di sicurezza.

Il contributo dell’app GeoResQ

Nel 2025 cresce il ruolo di GeoResQ, l’app sviluppata da Soccorso Alpino e Speleologico e dal Club Alpino Italiano per la geolocalizzazione nelle emergenze in ambiente impervio. Le centrali operative hanno gestito 354 eventi, migliorando rapidità ed efficacia dei soccorsi grazie a coordinate GPS precise. Aumenta anche la diffusione: +55.000 nuovi utenti, per un totale di 256mila utenti attivi. Il progetto è supportato dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, a conferma del suo valore strategico nella gestione delle emergenze e nella prevenzione del rischio.

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