Grotta di Rio Martino: chiusura prorogata per il bene dei pipistrelli
Il freddo ritarda il risveglio dei chirotteri nella Grotta di Rio Martino. Il Parco del Monviso proroga lo stop alle visite fino al 10 aprile 2026.
La natura ha i suoi ritmi e, quest’anno, la primavera sulle pendici di Rocca Granè, nelle Alpi Cozie, sembra farsi attendere. Il Parco del Monviso ha ufficializzato nei giorni scorsi la proroga della chiusura al pubblico dell’accesso alla Grotta di Rio Martino fino a venerdì 10 aprile 2026. Una decisione dettata da precise necessità biologiche e climatiche: le basse temperature e le recenti nevicate di marzo hanno infatti prolungato la fase di ibernazione dei pipistrelli, preziosi abitanti della cavità sotterranea.
Per proteggere le colonie nella delicata fase del risveglio di primavera, si è ritenuto opportuno prolungare l’interdizione ai visitatori di una decina di giorni rispetto alla consueta riapertura del 1° aprile. Una scelta essenziale per la sopravvivenza dei piccoli mammiferi alati.
La Grotta di Rio Martino, un tesoro di calcare e biodiversità
Situata nel territorio di Crissolo (CN), in alta Valle Po, la Grotta di Rio Martino è riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione (ZSC IT1160037 “Grotta di Rio Martino”). Con i suoi 3.200 metri di sviluppo, scavati nei millenni dalle acque infiltratesi attraverso la roccia carbonatica, rappresenta uno degli ambienti carsici più significativi del Piemonte.
Mentre il ramo superiore della grotta è riservato agli esperti, il ramo inferiore – 530 metri di gallerie – è accessibile al pubblico, ma solo nel rigoroso rispetto dei cicli biologici della fauna locale. Si procede lungo un percorso attrezzato che richiede comunque cautela per la scivolosità della roccia, partendo da un “ramo fossile” della cavità per poi proseguire lungo il corso d’acqua sotterraneo che ha originato la cavità stessa.
Un saliscendi tra le rocce carbonatiche che termina presso la suggestiva cascata del Pissai, alta oltre 40 metri. Nel periodo primaverile, la cascata risulta particolarmente scenografica per l’alimentazione fornita dalla fusione delle nevi. L’effetto è una nebulizzazione intensa delle acque che regala ai turisti una doccia inevitabile.
Non svegliare il chirottero che dorme
All’interno della grotta sono presenti, oltre a diverse specie di invertebrati, almeno 12 specie differenti di chirotteri, tra cui il Vespertilio smarginato (Myotis emarginatus), Vespertilio di Blyth (Myotis blythii), Vespertilio di Daubenton (Myotis daubentonii) e il Barbastello (Barbastella barbastellus), specie per cui la grotta rappresenta il sito di svernamento più importante su scala nazionale.
La chiusura invernale, solitamente prevista dal 1° novembre al 31 marzo, serve a proteggere queste specie nel delicato periodo della ibernazione. In questi mesi, i pipistrelli entrano in una sorta di letargo “leggero”, riducendo drasticamente le funzioni vitali. Come evidenziato dagli esperti del Parco, “qualsiasi disturbo in questa fase può essere fatale”. Un risveglio improvviso durante l’ibernazione costringerebbe un chirottero a consumare energie preziose non reintegrabili. Una condizione che può condurre alla morte.
Come prepararsi alla visita della grotta di Rio Martino
Oltre al disturbo acustico e luminoso, l’uomo può rappresentare una minaccia involontaria per i pipistrelli anche attraverso la diffusione di patogeni. La Grotta di Rio Martino è stata il primo sito italiano in cui è stata rilevata la presenza del fungo Pseudogymnoascus destructans, responsabile della Sindrome del Naso Bianco.
Sebbene in Europa i pipistrelli abbiano sviluppato una certa tolleranza, probabilmente determinata da una coevoluzione tra ospite e parassita, il fungo resta letale in Nord America, dove è stato introdotto a partire dall’Europa o dall’Asia. Dal momento che può essere trasportato accidentalmente dall’uomo tramite scarpe e attrezzature contaminate, i visitatori della Grotta di Rio Martino sono tenuti a seguire un rigoroso protocollo di decontaminazione post-visita.
Il Parco si riserva di valutare la possibilità di conferma di una riapertura, attualmente prevista per il 10 aprile, o la necessità di ulteriore proroga, in funzione delle condizioni climatiche dei prossimi giorni. Una volta ufficializzata la riapertura della Grotta sarà possibile procedere alla prenotazione di una visita con accompagnatore naturalistico qualificato.
La visita, sconsigliata al di sotto dei 6 anni, prevede l’uso di abbigliamento invernale – scarponcini da montagna, pantaloni lunghi, pile, giacca antipioggia e guanti (la temperatura interna è di circa 5°C costanti). Casco e pila frontale sono forniti dagli organizzatori. Vietate categoricamente le lampade al carburo.
La tutela di questo “scrigno ipogeo” è una responsabilità collettiva. Posticipare di pochi giorni l’esplorazione è un piccolo sacrificio necessario per proteggere i custodi alati di Rio Martino.





