
Raffiche molto forti, in alcuni casi oltre i 100–120 km/h, hanno interessato nella giornata di ieri, giovedì 26 marzo 2026, gran parte dell’arco alpino piemontese. A confermarlo sono i dati delle stazioni di ARPA Piemonte, che segnalano un episodio di favonio intenso lungo tutto l’arco occidentale.
Le raffiche più sostenute si sono registrate nelle vallate esposte ai flussi settentrionali. In Val di Susa e nelle Valli di Lanzo il vento ha superato diffusamente gli 80–100 km/h, con punte localmente superiori nelle stazioni di alta quota e sui crinali.
Il favonio ha portato con sé cielo limpido e visibilità eccezionale, accompagnati però da aria molto secca e forte turbolenza, soprattutto in quota. Non sono mancati disagi: rami caduti, difficoltà nella viabilità locale e possibili limitazioni per alcuni impianti a fune.
Sabato: ancora favonio
La giornata di sabato sarà ancora dominata da condizioni favoniche. Il cielo si manterrà sereno o poco nuvoloso, ma il vento continuerà a soffiare sostenuto, soprattutto al mattino e lungo le creste alpine. Le temperature saranno miti in pianura, mentre in montagna il vento inciderà sulla percezione del freddo. Una giornata esteticamente perfetta ma impegnativa.
Domenica: cambia la circolazione
Domenica è atteso un cambio di scenario. Il vento tenderà ad attenuarsi, ma aumenterà la nuvolosità già dal mattino. Sono possibili deboli precipitazioni sui settori alpini di confine. Il peggioramento segnerà la fine della fase favonica.
Il resto dell’arco alpino
La situazione non riguarda solo il Piemonte. L’intero arco alpino è stato interessato da correnti settentrionali sostenute, con effetti più marcati sul versante italiano occidentale ma presenti anche su quello centrale. Sulle Alpi centrali (Lombardia, Alto Adige) il vento ha soffiato forte in quota, con trasporto di neve e formazione di accumuli. Sulle Alpi orientali l’intensità è risultata più contenuta, ma comunque significativa lungo le creste. Sul versante nordalpino (Svizzera e Austria) si sono registrate condizioni analoghe, con vento forte e aria più fredda.
Valanghe: il vento è il problema principale
Il forte vento delle ultime ore ha avuto effetti diretti anche sul manto nevoso. Secondo le indicazioni le raffiche hanno favorito la formazione di nuovi accumuli e lastroni da vento nelle zone sottovento. Si consigli quindi la massima prudenza e la consultazione dei bollettini ufficiali.